MIGNANO MONTELUNGO. Monte Cesina, si rimuovono 120 metri di tralicci metallici, oltre a corde d’acciaio e piastre: a fare il lavoro tre robusti somarelli. E domani arriva Vittorio Sgarbi.
Proprio domattina sarà inaugurato il “Rewilding Monte Cesima: dall’eolico al paesaggio”, con la partecipazione straordinaria del critico d’arte Vittorio Sgarbi, attuale presidente onorario dell’associazione Wilderness Italia.
Tramonta ogni speranza di veder realizzata una centrale eolica sulle montagne di Montelungo, teatro di dure battaglie sul finire della seconda guerra mondiale tra tedeschi in ritirata contro alleati e partigiani, ora battaglia per l’ambiente. Dopo 12 anni di “inutilità” sono stati finalmente rimossi pali e tralicci sul monte Cesima, inun luogo naturale protetto, inserito nella rete italiana delle “Aree Wilderness”. Un’autentica opera di restauro ambientale, cui hanno contribuito non solo l’amministrazione comunale del paese, ma anche l’Associazione Wilderness Italia, ma per recuperare i 120 metri di tralicci metallici ancora in loco, oltre a diverse centinaia di metri di corde d’acciaio, piastre metalliche e ganci, molto si deve a tre somarelli, non persone che hanno lavorato sodo ma proprio tre muli che hanno portato fino a valle, sulle dure rocce, tutto il materiale superfluo. Un autocarro giù a valle ha infine consegnato tutto il materiale ad un apposito centro di smaltimento. E proprio domattina sarà inaugurato il “Rewilding Monte Cesima: dall’eolico al paesaggio”, con la partecipazione straordinaria del critico d’arte Vittorio Sgarbi, attuale presidente onorario dell’associazione Wilderness Italia.







