Mondragone. Stuprata e torturata dal patrigno con l’assenso della madre: l’orrore nelle poesie scritte dalla piccola.

violenza minoriQuattro lunghissimi anni di orrore, fatti di stupri, torture, vessazioni, il tutto raccontato dalla piccola, nella sua stanzetta della casa a Mondragone, in alcuni scritti e poesie, che lasciano il campo all’immaginazione, un’immaginazione buia, sconvolgente, atroce; non solo scritti, ma anche scene video incastrerebbero la coppia che ha tentato la fuga in Germania ma è stata presto braccata e fermata. La storia, terribile, è di una ragazzina che sembrerebbe essere stata ripetutamente violentata e torturata da quando aveva soli undici anni dal compagno della madre, con l’assenso della madre stessa ovviamente: insieme i due la legavano e la picchiavano con una cinghia, le gettavano addosso acqua bollente perché non raccontasse a nessuno quello che era costretta a subire. I fatti sono stati incasellati dagli inquirenti attraverso le testimonianze dei familiari, amici, dalla scuola ed anche servizi sociali, sotto la direzione della procura di Santa Maria Capua Vetere. Di valido supporto è stato pure il materiale sequestrato nel corso delle indagini, ancora prima che la coppia fuggisse in Germania. In quella casa la squadra mobile di Caserta ha trovato delle poesie. Una si intitola “Senti papà”, ma secondo il gip Corinna Forte che ha spiccato l’ordinanza di custodia cautelare, quel testo la vittima lo scrisse per il patrigno. “Ormai sono cresciuta e tu non ti penti di ciò che hai fatto? Io ti auguro di crepare, di andare all’inferno, più veloce che mai”. Un’altra poesia ha il titolo “Tristezza”. “La cosa più brutta è che voi sembrate essere felici della mia tristezza. Pensate che io non sia un essere umano, voi pensate che io sia un robot, una pietra”. Secondo il gip “il contenuto delle poesie svela in maniera estremamente spontanea il malessere della ragazzina, il suo isolamento”.

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