Montenero di Bisaccia: “Ricordo una sorta di tunnel giallo e io correvo”: parla il primo covid + del Molise, la 60enne ora guarita tornata a casa.

“Mi sono salvata per miracolo. Non so chi mi hai aiutato, i medici indubbiamente. Però penso che anche i miei genitori dall’aldilà mi hanno dato una mano”.

Lei è Lucia Miri, il primo covid + del Molise, cioè la prima a contrarre il coronavirus in Regione e che, dopo ben 55 giorni di ricovero all’ospedale Cardarelli di Campobasso, alcuni dei quali anche in terapia intensiva, è guarita ed è potuta tornare a casa propria. Il calore delle persone al rientro “sono stati veramente molto emozionanti. Specialmente quando sono rientrata, non me l’aspettavo. Tutto merito delle mie amiche che da lontano tramite WhatsApp, con le amiche di Montenero hanno organizzato questa sorpresa. È stato veramente bello, mi voleva uscire il cuore fuori. Mi ricordo che mi hanno portato in ospedale, pensando che non fosse Coronavirus, perché avevo la tosse di frequente da oltre 4-5 mesi. Una bronchite malcurata mi dicevano. Poi però quella domenica, mi pare fosse il primo marzo, ho iniziato a sentire dei dolori al petto. Siccome ho subito un intervento al cuore, mi hanno messo un by-pass, mi sono spaventata molto. Ho pensato “non vorrei che mi venisse anche un infarto adesso”. A quel punto ho telefonato al mio medico e lui ha voluto che gli riferissi i sintomi che avevo. Mi ha quindi detto di non muovermi. Gli ho chiesto il perché, e gli ho detto che avevo intenzione di andare al Pronto soccorso. Ma lui ha insistito affinché restassi dov’ero e che mi avrebbe fatto arrivare una autoambulanza. Io ero un po’ scettica e gli ho detto “ma dai dottore, per un tosse vuole chiamare l’auto-ambulanza”. Lui ha insistito perché sospettava che i sintomi che gli avevo riferito fossero quelli del Coronavirus. All’arrivo dell’auto-ambulanza i paramedici erano anch’essi un po’ scettici, ma dalle telefonate intercorse gli hanno detto di portarmi a Campobasso. Appena giunta in ospedale mi hanno fatto il tampone che è risultato positivo al Coronavirus. La notte mi sono sentita male, stavo soffocando, e subito mi hanno portato in terapia intensiva. Ma io non lo ricordo perché mi hanno addormentata. Mi ricordo solo che mi hanno detto “adesso signora si farà un bel sonno e durerà un bel po’ ”. Da quel momento io non ricordo più niente”. Peraltro alcune ore dopo il suo arrivo in ospedale sono stati trasportati in ospedale anche suo marito e…: “Si, però entrambi sono stati dimessi dopo due giorni, perché non mostravano sintomi gravi come i miei. Hanno fatto la quarantena a casa. A mio marito hanno dato proprio ieri la bella notizia che entrambi i tamponi sono negativi. Mentre mia madre è ancora positiva, ma è a casa e sta bene. A me sembra ancora un sogno. Non ci credo ancora. Mi sembra di aver sognato questa esperienza. Poi però realizzando veramente, mi dico che mi sono salvata per miracolo. Non so chi mi hai aiutato, i medici indubbiamente. Però penso che anche i miei genitori dall’aldilà mi hanno dato una mano. Sono stati bravi tutti, medici e infermieri. Veramente mi sono stati vicino tanto. E li ringrazio di cuore. Anche la mia famiglia. Io mi auguro che finisca tutto al più presto. Anche se ora sono a casa ho una paura terribile di uscire. Purché non è che io sono immune. Perché se entro in contatto con qualcuno che è positivo potrei riammalarmi nuovamente. Per questo motivo per ora sto a casa per tutto il tempo necessario”. Alla domanda se cambierà la sua vita? “Penso che sia già cambiata. Perché penso che la vita è bella e dobbiamo volerci bene adesso e quello che possiamo fare lo dobbiamo fare adesso. Non dobbiamo rimandare a un dopo che non arriva mai. Perché non si sa mai ciò che può succedere. E quindi è inutile rimandare a domani ciò che possiamo fare giorno per giorno. Il mio consiglio è quello di non rimandare e di non avere odio nei confronti di nessuno. Avere un bel rapporto con tutti. Dentro di me sento che da questo momento in poi farò così, non rimanderò nulla perché la vita mi è stata restituita una seconda volta, dico io. Perché già l’altra volta me la sono vista brutta e adesso ancora di più”.

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