Papa Francesco a Caserta. La mamma di Vittorio scavalca le transenne è lo affida tra le braccia del Pontefice: a due anni era stato colpito da tumore e salvato da Papa Woitila.
“Prima di operare Vittorio – svela la mamma Francesca – ci avevano detto che sarebbe stato un intervento quasi impossibile, poi un medico ci ha spiegato che la massa tumorale si era trasformata in cellule morte, ma nessuno ci ha saputo dire cosa è successo. Io sono convinta che l’amico di giochi di Vittorio, cioè San Giovanni Paolo II non l’aveva abbandonato”.
“Papa Francesco mi ha detto che devo mangiare le carote, che devo fare il bravo, fare le preghiere e dare un bacio a mamma”. Queste le parole del piccolo Vittorio Matteo di appena 4 anni, che con coraggio la madre Francesca ieri ha scavalcato le transenne per affidarlo tra le braccia del Pontefice. La donna è stata pur fermata dagli uomini della sicurezza del Papa, ma non si è fermata. Vittorio vuole abbracciare “il signore vestito di bianco come il mio amico Woitila”, aveva detto. “Ci sta dando la speranza e Vittorio voleva conoscerlo”. Papa Francesco parla con Vittorio, e lui, un ometto sorridente e forte, lo abbraccia mentre il Pontefice gli regala due corone per il rosario, mentre la mamma piange. La sua storia è triste, commovente, ma allo stesso tempo piena di speranze. Lui è già stato a Napoli, Parigi, Genova, non in viaggi di divertimento ma missioni di speranza, per strapparlo ad un destino crudele. Il papà Nicola e la mamma Francesca cominciano delle indagini mediche sul suo corpicino, incuriositi da un problema di postura del piede che manifestava il piccolo. Ed a due anni, difatti, gli è stato diagnosticato uno Yolk Sac Tumor, cioè un tumore delle cellule germinali. Ieri, nonostante il tutore al piedino e nonostante la mamma fosse impossibilitata ad avvicinarsi causa le transenne, è riuscito ad arrivarre tra le braccia di Papa Francesco. La mamma felice per il fatto che aveva abbracciato anche il nuovo Pontefice racconta che la sua famiglia e suo figlio stnno attraversando un calvario iniziato due anni fa, con periodi di chemioterapia, interventi chirurgici e forza di volontà. Poi poco prima di in un ennesimo intervento operatorio il piccolo Francesco svela alla mamma che nella culla con lui gioca Wojtyla, cioè il precedente Pontefice. Cosa molto strana, giacchè Giovanni Paolo II è morto quando il piccolo non era ancora nato. La stranezza viene svelata quando a Francesco, qualche giorno dopo l’operazione, gli viene mostrata una foto di Giovanni Paolo II e lui riconosce “l’amico di giochi”. “Prima di operare Vittorio – svela la mamma Francesca – ci avevano detto che sarebbe stato un intervento quasi impossibile. Ma io e mio marito Nicola non volevamo lasciare nulla di intentato. Così abbiamo dato il consenso all’intervento. Dopo circa 20 minuti dall’inizio dell’operazione un medico ci corre incontro e ci spiega che la massa tumorale si era trasformata in materia necrotica, ovvero in cellule morte. Nessun medico ci ha saputo spiegare scientificamente cosa è successo. Io una convinzione ce l’ho: l’amico di giochi di Vittorio, quello che giocava con lui nella culla, cioè San Giovanni Paolo II non lo aveva abbandonato”. E tutto ciò Francesca l’ha scritto in una lettera che ha affidato a Papa Francesco poco prima che prendesse in braccio Vittorio, che lunedì si sottoporrà ad una nuova risonanza magnetica ma che ora, dopo aver abbracciato il Papa, sono tutti più fiduciosi.









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