Parigi, Valeria Solesin è morta: l’ambasciata italiana in Francia telefona alla famiglia a Venezia. Già partiti i familiari alla volta di Parigi per riportare il corpo in Italia.
Intanto 10 jet francesi bombardano Raqqa, capitale dell’Isis in Siria: centrato il centro di comando Isis, il centro di addestramento e un altro per il reclutamento.
La tragica notizia, anche se non ufficiale, è arrivata nella notte: Valeria Solesin (nella foto) è una delle vittime del Teatro parigino “Bataclan”. L’ambasciata italiana in Francia ha telefonato ai familiari a Venezia: il corpo della ragazza si trova in un obitorio a Place Mazas dove erano state trasferite le vittime non riconosciute. Quasi certo della scomparsa della 28enne era stato il padre, Alberto Solesin (nella foto), che dalla loro casa a San Marcuola, nel sestiere di Canareggio, aveva annunciato: “abbiamo la certezza ma manca solo per motivi burocratici l’ufficialità”. “Era una persona meravigliosa e l’unica cosa che ci preme ricordare di lei in questo momento”: questo invece il commento della madre, Luciana Milani (nella foto); “Ricordate che era una persona, un cittadina, una studiosa meravigliosa. Ci mancherà molto e credo, visto il percorso che stava facendo, che mancherà anche al nostro Paese per le doti che aveva”. Insomma, era un cervello in fuga, come l’hanno descritta. Il papà è stato direttore scolastico, lei si è diplomata con ottimi voti al Liceo scientifico “Benedetti” di Venezia nel 2006, per poi laurearsi in Sociologia all’Università di Trento, dove ha conosciuto il fidanzato Andrea. Da 4 anni lavorava come apprezzata ricercatrice e dottoranda all’Istituto di Demografia dell’Università Paris 1, la Sorbona. La sua specializzazione all’Istituto di Demografia riguarda i temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra il sistema francese e quello italiano.







