PASTORANO. Al centro della discussione politica il PUC, Piano urbanistico comunale: l’attacco del gruppo politico “Il Paese che vorrei”

pastorano il paese che vorreiContinua ad essere al centro della discussione politica il PUC, Piano urbanistico comunale della cittadina di Pastorano. Il gruppo politico “Il Paese che Vorrei” invia una missiva alla Prefettura di Caserta, al Comando Stazione Carabinieri, alla Provincia di Caserta e alla Regione, chiedendo esplicitamente un intervento sulle incongruenze rilevate.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA:

“Considerato che in data 15 Giugno 2015 è stato adottato il P.U.C. di Pastorano decidendo il destino del territorio senza consultare a pieno i suoi cittadini; Infatti, l’unico modo usato dal Comune di Pastorano e dagli addetti ai lavori per informare i cittadini è stata la pubblicazione dell’avviso di adozione P.U.C e VAS sul sito internet istituzionale del Comune di Pastorano.

“Il Paese che vorrei” ha chiesto più volte di programmare un incontro pubblico per dare risposta a numerosi interrogativi tecnici riguardo l’interpretazione del nuovo piano urbanistico, facendosi portavoce di molti cittadini preoccupati dalle numerosissime discordanze rilevate negli elaborati del PUC adottato. Ma si è definito inopportuno ogni incontro, appellandosi anche ad un’ illegittimità dal sapore di umiliazione verso i cittadini pastoranesi.

Premesso che l‘Associazione politico-culturale “Il Paese che vorrei”, esaminata la documentazione relativa all’ adozione in Giunta Municipale del nuovo strumento urbanistico generale (PUC ai sensi della L.R. n. 16/2004), sottopone ai Signori riportati in indirizzo le seguenti obiezioni:

Risulta evidente che non esiste una struttura unitaria di Piano e che quello proposto è, in linea generale, il risultato di una somma di interventi progettuali già esistenti ed eterogenei, concepiti al di fuori della concentrazione, che hanno pertanto condizionato il P.U.C. , laddove sarebbe dovuto accadere esattamente il contrario.

Viabilità: Non risultano riqualificazioni vere e proprie del territorio in materia di viabilità: le isole rotatorie e gli ampliamenti (se così li possiamo definire!) previsti nel piano non hanno rivisitato e potenziato a regola d’arte gli assi di collegamento principali tra il centro abitato e le arterie importanti, quali via Casilina e via Appia. Anche nella zona industriale manca il potenziamento della viabilità con relativa messa in sicurezza della percorrenza, anche pedonale.

Zona urbana: ipotizzare lungo via Stradella una fascia residenziale e/o commerciale tale da unire le tre “macro-zone” del paese (centro abitato, zona commerciale-industriale e zona agricola) e mettere fine ad una storica divisione sociale e non solo di Pastorano, rendendolo integrato ed omogeneo.

Nell’incrementare il carico insediativoall’interno di diversi ambiti non vi è stata trovata nessuna logica, anzi ci si scontra, alcune volte,con la vocazione agricola del territorio circostante.

Inoltre l’individuazione di alcuni parcheggi all’interno dei tre centri abitati suscita più di qualche dubbio perché ipotizzati non proprio in prossimità di strutture pubbliche, rischiando di creare altre “zone fantasma” all’interno del paese.

Sulla tutela del territorio: l’orto urbano, una nobile idea socio-culturale, non rappresenta però un’esigenza primaria dell’ambiente e del territorio di Pastorano, essendo quest’ultimo già di origine rurale; Bisogna puntare su interventi di bonifica e risanamento di alcune aree del paese.

Inopportuno è stato indicare “l’area per il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti e pericolosi come B12 – area di interesse comune (ma interesse di chi?), la quale, ironia della sorte, rappresenta in parte il confine tra la zona industriale e quella agricola.

Infrastrutture : L’Area Fiera (F2), teoricamente una risorsa socio-culturale, aggregativa e soprattutto occupazionale è stata abbandonata in quanto non è stato previsto nel piano un ampliamento dotato di infrastrutture necessarie.

La location ipotizzata per il campo da calcio e pista di atletica (F3) nell’ambito 16 (in via S.Rocco) non trova una spiegazione logica in campo socio-urbanistico: via S.Rocco, lontana dal centro abitato di S.Secondino e Pastorano, non può rappresentare una valida soluzione per l’individuazione di detta infrastruttura.

Zona industriale: bisogna incentivare e promuovere le attività produttive, a discapito di quelle logistiche e/o quelle di “insediamenti produttivi speciali (D2*)” – zona territoriale questa ambigua – in ottica incremento occupazionale, senza aumentare però la zona territoriale in oggetto esistente, contrariamente all’ipotesi descritta nelle zone omogenee D* e D1 . Preoccupante è altresì notare due zone territoriali D2 a ridosso del centro abitato di Pantuliano ( adiacenti a via Latina) ed lontane dal resto della zona industriale.

Alla luce di quanto sopra esposto,“Il Paese che vorrei” chiede alle Autorità in indirizzo di valutare le suddette osservazioni.

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