PIEDIMONTE MATESE / ALIFE. Caso Vescovo Di Cerbo ed eredità di don Peppino Leone: la Procura chiede nuovi sequestri. Tutte le persone vicinissime alla Curia chiuse in un silenzio imbarazzante.
Inchiesta Vescovo Valentino Di Cerbo e perpetua del defunto don Peppino Leone (Rosa D’Ambrosca e del marito, Giovanni Fevola): la Procura della Repubblica del Tribunale sammaritano in attesa che il Gip decida in merito agli altri sequestri chiesti. L’accusa per Sua Eminenza di Baia e Latina e’ gravissima: circonvenzione di incapace. Avrebbero infatti approfittato delle ridotte capacità dell’anziano prelato per “sottrargli” tutta la sua cospicua eredità, misteriosamente messa insieme nel corso della sua lunga (è morto lo scorso anno all’età di 93 anni), ed umile vita (aveva scelto di vivere nel seminario matesino), come confermato dallo stesso accusato Vescovo Di Cerbo negli atti difensivi. Per ora il sequestro e’ di 450 mila euro, anche se il transito di danaro contante, e sonante, a favore della Curva supererebbe il milioncino di euro. Il Vescovo intanto è stato già ascoltato in Procura come persona informata sui fatti, che continua a difendersi sostenendo che quella ingente somma sia stata utilizzata esclusivamente nell’interesse della Diocesi, nel rispetto delle volontà di quando era in vita di don Leone.







