PIEDIMONTE MATESE / ALIFE. Politica e malaffare: l’Alto casertano si va uniformando ad altre zone dell’hinderland napoletano.
Insomma non è proprio cambiato molto del governo della res pubblica nell’Alto casertano dal tempo del colto viceprefetto alifano Pietro Farina, che scriveva di feudi municipali di pochi e dei loro parenti?
di Giuseppe Pace
Il nostro On. Presidente della Repubblica S. Mattarella, dice che bisogna: ”azzerare le zone grige del clientelismo, della corruzione, ecc.”. La Magistratura dice che ”i politici che rubano non si vergognano più”. G. Stella ha scritto il famoso saggio La Casta e gli italiani si stanno disaffezionando alla politica e la coesione sociale diminuisce. L’Alto territori casertano si va uniformando ad altre zone dell’hinderland napoletano dove la presenza del malaffare è diffuso da molto tempo. Non stupisce, l’arresto di politici locali (sia pure cautelare) da parte di molti piedimontesi e cittadini onesti degli altre 16 comuni amministrati dalla locale Comunità Montana “Matese” per circa 40 mila abitanti, residenti. Da anni si vociferava, a bassa voce, di brogli in quel centro politico-amministrativo che era la Comunità Montana. Io stesso, nei miei due saggi dedicati, per amore dei luoghi nativi, a Piedimonte M. e Letino, ho posto in evidenza le possibili corruttele negli appalti pubblici. Alcune volte vedevo la fila dei professionisti davanti la porta del Presidente comunitario, aspettare per qualche incarico. Molti erano i lavori “inutili e costosissimi” approvati dalla Comunità Montana. Gli stessi Assessori comunitari, che pur andavano ad arrotondare il salario o stipendio a Piedimonte M., andrebbero messi sotto la lente d’ingrandimento della coraggiosa Magistratura locale, grazie alla quale il cittadino, dell’Alto Casertano in particolare, può ancora sentire di essere parte di una comunità civile del 2017 d. C.. Dopo gli arresti e le indagini dell’operazione “Assopigliatutto” cosa risuccede a Piedimonte Matese? Gli stessi politici indagati vengono rieletti a rappresentare addirittura partiti a livello provinciale. Ma allora tutto è finito in una bolla di sapone? I cittadini del Matese campano attendono giustizia non spazio ad azzeccagarbugli ben pagati e magari attraverso il sistema ultradecennale di favori all’amico dell’amico. Il voto di scambio è, fino a prova contraria, condannato dal legislatore della nostra Repubblica. Ad Alife si discute se concedere licenza edilizia ad un Consigliere comunale del ceto mercantile locale, ma basta che tutto, ma proprio tutto, sia legittimo! La nostra Democrazia non può e non deve dare spazio ai disonesti e fare allontanare gli onesti dalle responsabilità di amministrare e governare la res pubblica. Ma leggiamo la cronaca dei mass media di questi giorni: “Tra i nomi di tecnici e politici coinvolti negli arresti di questa mattina anche quelli di Fabrizio Pepe, ex presidente della Comunità Montana del Matese, Giuseppe Avecone ex sindaco di Alife e Gabriele Venditti, in politica con l’Amministrazione Avecone. Sono ancora al lavoro gli uomini della Guardia di Finanza dopo il blitz scattato alle prime luci dell’alba che ha coinvolto diverse persone in Campania per presunti appalti pilotati. L’accusa vedrebbe coinvolti i tre nomi del Matese in appalti truccati, seppur ancora non sia stato diffuso alcun comunicato che chiarisca i termini dell’indagine portata avanti dalla Procura Antimafia di Napoli. Ore di attesa per comprendere nei dettagli il filone dell’inchiesta che coinvolge nomi come quello di Pasquale Sommese consigliere regionale e altri sindaci campani. Sarà la Magistratura a partire dalle prossime ore a fare chiarezza, a confermare la validità dei fermi, a valutare il peso delle indagini portate avanti fino ad ora. Dunque ben 4 tra sindaci in carica ed ex primi cittadini arrestati, oltre ad un piccolo esercito di colletti bianchi, tra funzionari pubblici e professionisti, finiti in carcere o ai domiciliari. L’ennesimo terremoto giudiziario si è abbattuto ieri in provincia di Caserta, attraverso l’operazione della Dda di Napoli e della Finanza che ha portato all’arresto di 69 persone tra cui il consigliere regionale P. Sommese, colpendo un grande Comune come Aversa, secondo per numero di abitanti dopo il capoluogo, e i piccoli centri dell’Alto-Casertano come Riardo, il paese della Ferrarelle, Alife, Francolise; e lasciando tra i cittadini sorpresa, sgomento, rabbia. Solo negli ultimi due anni, tra indagini dell’Antimafia e della Procura ordinaria di Santa Maria Capua Vetere, sono circa 25 i sindaci del Casertano arrestati quasi sempre per vicende di corruzione e appalti truccati; oltre un quarto dei comuni di Terra di Lavoro (sono 104) è stato dunque toccato direttamente da inchieste della magistratura. Da Piedimonte, ex d’Alife, ricevo, di tanto in tanto, notizie da vecchi (come me) amici di scuola locale che mi informano, virtualmente o con e mail, dei fatti di cronaca locale. Per questo anche scrivo do cose e persone lontane 700 km da dove vivo da oltre 40 anni. Quando scrissi di un parcheggio pubblico (troppo costoso) di un piccolo comune locale, il Sindaco mi aggredì, verbalmente! Allora pensai che l’avessi offeso nella dignità e lo lasciai dire. Insomma non è proprio cambiato molto del governo della res pubblica nell’Alto casertano dal tempo del colto viceprefetto alifano Pietro Farina, che scriveva di feudi municipali di pochi e dei loro parenti?







