PIEDIMONTE MATESE. Amministrazione comunale, già partito il dopo Vincenzo Cappello: ieri il consigliere regionale Gennaro Oliviero in città, accolto in primis dal dimissionario Attilio Costarella, che ambirebbe alla carica di primo cittadino.
L’amministrazione uscente non vuol farsi trovare impreparata, anche perchè significherà consegnare in maniera facile la guida del paese agli avversari politici, un centro destra che troverà, ora, molte più motivazioni per stare insieme.
Se son rose fioriranno… le buone intenzioni certo non mancano, quelle di ripartire, certamente non più con “Piedimonte democratica”, quel gruppo consiliare falcidiato dall’indagine, ancora in corso, di “Assopigliatutto”, che ha portato all’arresto (tutt’ora rinchiuso nel carcere di San Tammaro) del vertice, l’ex Sindaco Vincenzo Cappello, ai domiciliari Pinuccio Simonetti, ma indagati Marcellino Iannotta, Attilio Costarella, Antonio Ferrante, Costantino Leuci. L’azione congiunta dei consiglieri comunali di maggioranza, di dimettersi in toto all’indomani dell’arresto del primo cittadino, e delle sue conseguenti dimissioni, andrebbe vista anche nell’ottica di ripartire dalle ceneri, da cosa ne è rimasto, di quanto, insomma, fatto di buono per la città in questi nove anni di amminsitrazione del paese (il gruppo guida Piedimonte Matese dal 2007, prima consiliatura fino al 2012, poi riconfermato a larghissima maggioranza dai cittadini piedimontesi). E la riunione con il consigliere regionale Gennaro Oliviero voluta dal dimissionario, e tutt’ora indagato, Attilio Costarella, va vista in questo senso: in Piazza Roma, il salotto cittadino, è stata la prima occasione per guardarsi in faccia, e capire se ci sono i presupposti per costruire un gruppo di potenziali, futuri, amministratori, forse partento, o ripartendo, dallo zoccolo duro che ha tenuto le redini della città in questi lunghi nove anni. Arriverà il commissario nominato dal Prefetto di Caserta, De Felice, ma nella primavera del 2017 a Piedimonte Matese si voterà, e l’amministrazione uscente non vuol farsi trovare impreparata, anche perchè significherà consegnare in maniera facile la guida del paese agli avversari politici, un centro destra che troverà, ora, molte più motivazioni per stare insieme ed unire le diverse frange della coalizione.







