PIEDIMONTE MATESE. Anche la Martino fa le valigie: la ormai ex direttrice del Museo civico decade dall’incarico con le dimissioni del Sindaco Cappello.
“Mi è stato detto che ero licenziata e che avrei dovuto riconsegnare chiavi, telefonino e badge, cosa che ho fatto, ma ho chiesto che venisse redatto un verbale, poichè ad oggi non mi è stato notificato alcun atto formale”: ha riferito la ormai ex direttrice, Martino.
Era stata nominata dal primo cittadino Vincenzo Cappello, ora in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Assopigliatutto”, per un rapporto fiduciario indiretto, grazie all’interessamento dell’assessore Attilio Costarella, che l’aveva presentata all’ex primo cittadino per conferirgli la direzione del Mu.Ci.Ra.Ma., il Museo Civico “Marrocco”. Ora, però, decaduto il sindaco a seguito di dimissioni, è decaduta anche lei, Raffaella Martino, originaria di Alife (un padre giornalista in pensione ed una madre, docente di scuola superiore, anch’ella in pensione), alla guida del Museo dal maggio del 2013, quando fece scoppiare tra i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, un autentico putiferio, a colpi di manifesti pubblici, repliche e controrepliche, per un incarico definito “facile”. Oltre al danno… anche la beffa, dunque, per la città di Piedimonte Matese, che si ritrova d’un tratto senza guida amministrativa… e senza guida al prestigioso Museo (di interesse regionale). La notizia è stata già comunicata verbalmente alla diretta interessata dal direttore comunale dell’ufficio personale, anche senza aspettare l’arrivo, e la presa incarico dell’amministrazione comunale, da parte della commissaria prefettizia, Vittoria Ciaramella, avvenuta solo stamane, giovedì 22 settembre 2016.








C’è un posto vacante presso la ditta LWG ad avvitare lampadine. Se la dottoressa vuole il posto è suo.
Una struttura che non ha cavato una lira, ma solo spese, a cominciare da quelle dello stipendio della direttrice.Tutto gratis a tutti sotto forma patrocinio morale, specialmente agli amichetti democristiani del sindaco al gabbio. E poi la struttura è stata la proprietà privata dei vari leuci, costarella, catarcio e compagnia de zampognari. E SCUSATE SE SCRIVO I VOSTRI NOMI IN MINUSCOLO, MA E’ PER COME AVETE DISTRUTTO LA CITTA’ CON LA LORO PREPOTENZA E CON IL SUPPORTO DEI VOSTRI LECCAPIEDI! Per fortuna è finita e spero che dove sono adesso non tornino mai più. E la direttrice la smettesse di fare la manfrina, perchè sa bene come c’è arrivata lì e pensasse piuttosto alle famiglie dei dipendenti della TERMOTETTI che sono già due mesi che non percepiscono lo stipendio. Andasse a fare la badante se davvero vuole lavorare, perchè non c’è niente di umiliante. ECCCHECA….O!
Con una telefonata ti hanno regalato l’incarico e il telefonino (pagato dai contribuenti) e con una telefonata t’ann mannat affà e pezze. Ciao…comprati arrapaho.
Chi di politica ferisce di politica perisce. Chiamata con il solito “mi manda Picone (Costarella-Cappello), allontanata dalla legge che (lo dico agli ignorantio), prevede che quando il sindaco decade, decade anche ogni incarico. Perciò, adulatori della biblioteca diecesana e Domenico Moscatiello che manco Topolino hai letto nella tua specie di vita, sappiate cosa prevede la legge prima di salivare come bull-dog inglesi sulle pagine facebook. Ma quando la smetterete di leccare culi? Il vostro padrone ha finito, fatevene una ragione.