PIEDIMONTE MATESE / LETINO. Aspetti ambientali dell’Azione Cattolica a Piedimonte Matese tra passato, presente e avvenire e pastori che “puzzano di pecore”.

Parrocchia San Giovanni Battista di Letino con il dinamico ministro di culto Don Alfonso De Balsi, che spero duri in mezzo al nostro tempo per molti anni ancora per continuare a “puzzare di pecore”.

di Giuseppe Pace

Oltre all’ambiente familiare, scolastico vi era, non molti decenni fa, anche quello dell’Azione cattolica, poi col tempo, e dopo il ‘68 in particolare, si sono sviluppati anche altri ambienti formativi. Nei primi anni Sessanta, del secolo e millennio scorsi, frequentai nell’ambiente di Piedimonte d’Alife, anche l’ambiente speciale d’Azione cattolica “Piergiorgio Frassati” della Parrocchia Ave Grazia Plena, accanto al seminario vescovile, dove in precedenza avevo trascorso i 3 giorni di ritiri spirituali, proveniente dall’Azione cattolica della Parrocchia San Giovanni Battista di Letino con il dinamico ministro di culto Don Alfonso De Balsi, che spero duri in mezzo al nostro tempo per molti anni ancora per continuare a “puzzare di pecore”. A Piedimonte d’Alife frequentai spesso le attività parrocchiali nell’accogliente sede, dove di tanto in tanto si svolgevano anche approfondimenti culturali. Con me ricordo altri adolescenti e più adulti che frequentavano quell’ambiente guidato dagli iniziati al cattolicesimo: Angelo Pescatore, Gerardo Montuori, Nicola Fusco, G.G. Scappaticcio, Mario Mastrangelo, Angelo Pepe e suo cugino Luigi che terminava il locale liceo per poi frequentare l’Università a Pisa e poi ancora insegnare Matematica all’Università di Ferrara Questi l’ho rivisto alcuni anni fa a Padova tenere una relazione, in francese, su Giovanni Poleni, dir. dell’Ist.  d’Idraulica. Appresi che in seguito al decesso del nobile e famoso scienziato la biblioteca, preziosa di 5.650 volumi, sarà contesa tra il re d’Inghilterra (tramite il console Smith), il re del Portogallo e il duca di Parma. Alla fine ci vorrà l’intervento della Repubblica veneziana per farla confluire in quella di Santa Giustina, incamerando allo stesso tempo presso le magistrature veneziane competenti i manoscritti per la regolazione delle acque, di cui Poleni s’era occupato e che ora troviamo all’Archivio di Stato di Venezia.  Ma torniamo a scrivere di Piedimonte, sotto al Matese centrale e meridionale, d’allora e di oggi. Nell’ambiente sociale di Piedimonte d’Alife cominciai ad apprendere usi e costumi un tantino diversi da quelli appresi a Letino, paesetto montano più povero di tutto, tranne che i valori universali dell’amicizia, dell’amore per il prossimo, dell’onestà e forse anche dell’ingenuità, che a Piedimonte era meno vistosa. Tra Letino e Piedimonte vi era una basilare differenza d’origine dei giovanissimi: figli di pastori i primi e di contadini, operai del cotonificio e dell’Enel, commercianti e impiegati i secondi. Tutte le volte che passo, quasi di anno in anno d’estate, davanti alla sede dell’Azione cattolica piedimontese, mi affaccio per dare uno sbirciatina. Intravvedo le persone e le attività in programma con belle fotografie ricordo appese al muro interno. E’ come respirare un po’ la storia personale connessa a quella dei ricordi degli altri coetanei, stagionati dal tempo, e vedere nuovi volti quasi in una dimensione più ideale che reale. Da questo media leggo che il percorso proposto per quest’anno, dal titolo “I GERMOGLI DELL’AVVENIRE Saper cogliere i fiori della speranza”, ha ribadito la Coordinatrice del Centro “Piergiorgio Frassati… Cresce l’attesa a Piedimonte Matese per il nuovo appuntamento degli incontri organizzati dal Circolo culturale parrocchiale “Piergiorgio Frassati” della Parrocchia Ave Gratia Plena che si svolgerà venerdì 29 gennaio alle ore 19,00.Il percorso proposto per quest’anno, dal titolo “I GERMOGLI DELL’AVVENIRE Saper cogliere i fiori della speranza”, ha ribadito la Coordinatrice del Centro “Piergiorgio Frassati” Dott.ssa Cristina Palumbo vuole proporre una riflessione sulle prospettive di cambiamento in risposta al difficile momento della pandemia. Una risposta che può essere di speranza, se invece di abbandonarci allo scoraggiamento, sappiamo leggere i segnali di bene che possono emergere anche nelle difficoltà. Riprendendo il messaggio di Papa Francesco per la LIV Giornata Mondiale della Pace che abbiamo celebrato il 1° gennaio 2021, ha commentato il locale ministro di culto. Leggo anche che i prossimi incontri approfondiranno il tema della cultura della cura, quale bussola per orientarci verso la costruzione di un mondo migliore. Il prossimo incontro si svolgerà, in modalità online sulla piattaforma Zoom, venerdì 29 gennaio, alle ore 19,00 avrà come tema “La cura mediante solidarietà e come promozione della dignità e dei diritti della persona” vedrà la partecipazione della Dott.ssa Concetta Feo, Psicologa, della Dott.ssa Bianca Barone, Antropologa, operatrici di Medici senza Frontiere e di Don Luigi D’Errico, Parroco nella Chiesa dei Santi Martiri dell’Uganda di Roma, Commentatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Interessante trovo l’agire ed i programmi, ma mi chiedo anche cosa sia realmente cambiato nell’Azione cattolica di oggi rispetto a quella di ieri? Questo riguarda in generale ma anche in particolare a Piedimonte d’Alife, Matese dal 1970. Non poco direi, ma questo avviene sempre con il cambio generazionale e nulla appare di nuovo per l’onestà d’intenti di chi frequenta a quell’età verde tali ambienti dove l’humus della Dottrina sociale della Chiesa è presente per far crescere nuove e più ricche personalità d’adulti. I Pastori diocesani dell’antichissima diocesi d’Alife-Caiazzo sono stati da me illustrati in parte nel saggio “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio” che nel 2012 stavo per presentare col ministro di culto dell’Annunziata, ma per questioni di fretta e di tempo non è stato possibile. In quel saggio, donato alla biblioteca civica “A. Sanseverino” e disponibile anche presso la cartolibreria D’Aulisio, vicino alla sede degli ex Salesiani, riportai un lungo capitolo sulla diocesi nostrana, da me frequentata in anni giovanili. Qualcuno, ex preside della Vitale, mi disse: “hai fatto bene a scrivere di cose avvenute realmente e non sempre edificanti”. Certo che il vogliamoci tutti bene oppure andare a braccetto tra potere civile e religioso non sempre è un bene in quella nostrana diocesi piedimontese anche del recente passato, dopo che scrissi il libro ma ravvisai già alcuni segnali in esso. Non scrissi solo vogliamoci tutti bene oppure fai quello che il prete dice, non quello che fa come un antico adagio popolare dice e vox populi vox dei e la Chiesa, più di altre Agenzie formative, conosce da più tempo. Oggi le Agenzie formative non sono più solo quelle prima del 1968, famiglia, chiesa e scuola, ma anche altre tra cui la tecnologia digitale, sconsigliata prima dei 12 anni da non pochi specialisti di pedagogia e psicologia. Ma anche questa posizione di alcuni saperi, non di tutti, è da far rientrare nel classico monito: non è la nuova tecnologia che deve spaventarci se la sappiamo guidare e padroneggiare, deve spaventarci l’abuso di essa e soprattutto se non siamo capaci di dominarla. Insomma è l’antico monito, sempre valido: è l’uomo che guida la macchina e non viceversa. Un’agenzia informative e formativa del passato, oltre la famiglia è la scuola e a Piedimonte Matese, non manca di certo in quasi tutte le specialità liceali, agrarie, industriali, commerciali, ecc.. Essa è capace, se lo studente la frequenta con sufficiente attenzione e soprattutto interesse, di compiere il miracolo di trasformare il suddito in cittadino come ammoniva Pietro Calamandrei e come viene riportato nell’Aula Magna della scuola media di primo grado Giacomo Vitali di Piedimonte Matese. Attualmente a causa della pandemia che si attarda a passare, la scuola ha conosciuto la didattica a distanza. La dad di questo periodo  ha permesso a molti studenti di vedere e sentire i loro docenti in modo diverso e forse più impegnati e meno impiegati pubblici? Ai docenti dunque l’arte d’insegnare cioè di lasciare il segno. Tale segno può essere: positivo, negativo, superficiale, profondo, inesistente, ecc.. Peccato che in Italia stia calando l’interesse  per la res publica e sempre meno cittadini fanno politica, cresce, invece, l’antipolitica popolare nonchè il numero di chi non va più a votare. Pietro Calamandrei, padre costituzionalista,  ci ricorda: “Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale.” A dimostrazione di ciò vale la pena riflettere sul teatrino della politica recente che, a me pare, poco decente: non pochi fannulloni che ci governano, che un tempo magari frequentavano anche l’Azione cattolica italiana sia pure senza generalizzare. Spesso i politicanti, più che politici, di oggi sono senza arte né parte. Molti si chiedono come possono governare con la sola arte del linguaggio politichese, che esprime tecniche varie di conquista del potere parlamentare, o municipale.  Meno male che la nostra Democrazia ha anche altri poteri per bilanciare quello parlamentare e più ancora quello esecutivo: quello della Magistratura in primis!

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