PIEDIMONTE MATESE / CASERTA. Chiesti 10 anni di carcere per Mimmo Ferraiuolo e 9 per Orlando Cesarini, imputati nel processo per infiltrazioni mafiose all’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano.
I clan hanno pensato bene di frazionare gli appalti per favorire tutte le ditte vicine al clan Zagaria, attraverso favori, mazzette e pressioni politiche.
Chiesti 10 anni di reclusione per Mimmo Ferraiuolo, ingegnere, già consigliere comunale di “Piedimonte Democratica” qui a Piedimonte Matese, e con un ruolo di primo piano all’interno del partito, essendo stato (per volere dell’ex fascia tricolore e presidente provinciale del partito, Vincenzo Cappello) il coordinatore del circolo cittadino, anche nipote di Raffaele, ex consigliere provinciale ai tempi belli della DC; chiesti invece anni per Orlando Cesarini, ragioniere e revisore dei conti, in famiglia col fratello Luigi amministratori comunali in passato. Sono invischiati nell’inchiesta giudiziaria che hanno portato al commissariamento l’unica azienda ospedaliera d’Italia sottoposta a scioglimento per infiltrazioni mafiose. I clan hanno, allora, pensato bene di frazionare gli appalti per favorire tutte le ditte vicine al clan Zagaria, attraverso favori, mazzette e pressioni politiche. Ovviamente nel “pacchetto” vi erano un ritorno in termini di voti per i politici coinvolti. 120 in totale gli anni chiesti di reclusione per la presunta malagestione dell’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta dal sostituto procuratore Antimafia Annamaria Lucchetta, che ha invocato le pene più alte per Remo D’Amico, ritenuto “gancio tra gli Zagaria e i vertici ospedale”, e per Bartolomeo Festa, ingegnere capo dell’Ufficio tecnico del nosocomio. Dieci anni sono stati invece chiesti per Elvira Zagaria, sorella del boss Michele e moglie del defunto Franco Zagaria: la donna è accusata di essere subentrata al marito, dopo la sua morte, per la gestione degli affari della sanità, così come per gli imprenditori Raffaele Donciglio; nove per Vincenzo Cangiano. Più basse le pene richieste per i politici coinvolti: rischia cinque anni Giuseppe Gasparin, ex direttore amministrativo dell’Asl di Caserta ed ex sindaco della città della Reggia, mentre per l’ex consigliere regionale Angelo Polverino l’istanza del pm è di due anni. Tra gli imputati c’è anche Antonio Maddaloni, figlio dell’ex viceprefetto di Caserta Paolino Maddaloni: per lui il pm ha chiesto quattro anni di reclusione. Pene infine tra i due e i cinque anni sono state chieste per gli altri imputati a giudizio. Udienza fissata ai primi di marzo, quando saranno ascoltati gli avvocati difenori: nel collegio i penalisti Angelo Raucci, Rosario Avenia, Mario Griffo, Rosario Avenia, Giuseppe Stellato, Nando Letizia, Dezio Ferraro e Vittorio Giaquinto.







