PIEDIMONTE MATESE / CASERTA. Falsi invalidi, Guardia di Finanza in ospedale: i medici indagati lavorano sia al nosocomio matesino che a quello del capoluogo provinciale.
Le indagini partite da una relazione extraconiugale: la coniuge denunciò i misfatti del marito. Le invalidità (almeno un centinaio quelle sospette) sarebbero state volontariamente aumentate per ottenere un maggior indennizzo dall’Inps.
Si allarga l’inchiesta condotta dai militari della Guardia di Finanza, che ha di nuovo portato al Cup dell’ospedale civile Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, oltrechè al nosocomio matesino, le attenzioni del caso, con l’acquisizione di nuovi atti in relazione all’inchiesta sulle pratiche di aggravamento di invalidità. Tutto partì da una relazione extraconiugale, denunciata dalla coniuge tradita che svelò i misfatti del marito. Da lì gli inquirenti scoprirono tante cose, e reati certi nei confronti della pubblica amministrazione. Quattro allo stato attuale i medici che sarebbero indagati, oltre ad un poliziotto e alcuni dipendenti pubblici, che avrebbero enormemente “gonfiato” le patologie sofferte dai pazienti al fine di ottenere un ingiusto arricchimento. Ad essere poste sotto sequestro anche diverse impegnative di medici specialisti per la priorità nelle liste d’attesa, che non potevano più essere emesse in virtù della legge anticorruzione. Per persone che presentano un lieve grado di disabilità sarebbero state confezionate pratiche utili a far risultare un livello ben più elevato di deficit fisico in modo da accrescere le somme riconosciute dall’Inps.







