PIEDIMONTE MATESE / CASERTA. Inchiesta Dda su corruzione e camorra: arrestati Pio Del Gaudio, Angelo Polverino e Tommaso Barbato. Chiesta autorizzazione all’arresto per l’on. Carlo Sarro
Alla base delle indagini false denunce presentate per presunte estorsioni subite da imprenditori locali contro il boss Michele Zagaria, al fine di ottenere una “rigenerazione” degli impresari vicini alla camorra, oltrechè un diffuso sistema corruttivo negli Enti che gestiscono i servizi idrici. Ad incastrare i politici documenti trovati nel bunker di Zagaria a Casapesenna (nella foto).

Numerosi i politici coinvolti nell’inchiesta su camorra e corruzione. Per questo sono stati eseguiti stamani, su richiesta dalla DDA di Napoli ed operativi i Ros e carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, 13 provvedimenti di custodia cautelare, tra cui per l’ex Sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio (Forza Italia). E’ stata interamente perquisita all’alba di stamane la sua abitazione privata ed il suo ufficio (nella foto). Alla sbarra anche gli ex consiglieri regionali Angelo Polverino (ex AN) e l’ex parlamentare Tommaso Barbato, candidato alle scorse elezioni regionali in Campania ma non eletto. Tra gli arrestati anche Luciano Licenza, Piccolo, l’imprenditore Fontana. Nella rete della DDA sono finiti anche imprenditori vicini alla famiglia Zagaria. in particolare il boss Michele, tecnici e funzionari di diverse società che gestiscono il servizio idrico. Autorizzazione all’arresto anche per l’ex primo cittadino di Piedimonte Matese, il 55enne on. Carlo Sarro: l’accusa è di corruzione, ferocemente aggravata dall’avere agevolato un’organizzazione camorristica. Questa la richiesta ufficiale di arresto nei confronti del deputato forzista, Carlo Sarro. Il documento è stato inviato alla Camera dei Deputati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Sirignano, Maresca e Giordano). Le indagini hanno portato alla luce una serie di false denunce presentate per presunte estorsioni subite da imprenditori locali contro il boss Michele Zagaria, il tutto al fine di ottenere una “rigenerazione” degli impresari vicini alla camorra, ma anche un diffuso sistema corruttivo negli Enti che gestiscono i servizi idrici in tutta la Regione Campania, come pure l’elargizione di illeciti finanziamenti a esponenti politici locali. E ancora la dispersione di materiale informatico rinvenuto nel bunker di Michele Zagaria il giorno della sua cattura e il suo successivo passaggio di mano in favore di esponenti del clan.
IL COMUNICATO DELLA PROCURA DI NAPOLI DI STAMANE DELLE ORE 6.40.
Un’operazione dei Carabinieri del ROS è in corso nelle province di Caserta e Napoli per l’esecuzione di 13 provvedimenti cautelari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea nei confronti di esponenti e favoreggiatori del clan dei Casalesi – gruppo Zagaria, accusati, tra l’altro, di associazione di tipo mafioso, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito a partiti politici. Nello stesso ambito, si sta dando esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di conti correnti per un valore complessivo di undici milioni di Euro circa.
Le indagini condotte dal ROS hanno svelato:
– una serie di false denunce per patite estorsioni presentata da imprenditori locali contro il boss ZAGARIA Michele al fine di ottenere una rigenerazione di quegli impresari in odore di Camorra;
– un diffuso sistema corruttivo all’interno degli Enti che gestiscono i servizi idrici della Regione Campania;
– l’elargizione di illeciti finanziamenti a esponenti politici locali;
– la dispersione di materiale informatico rinvenuto nel bunker di ZAGARIA Michele il giorno della sua cattura ed il suo successivo passaggio di mano in favore di esponenti del clan.
L’operazione sarà illustrata dagli inquirenti alle ore 10:30 nella sede della Procura della Repubblica di Napoli.
Napoli, 14.07.2015







