PIEDIMONTE MATESE / CASERTA. Iniziati stamane gli interrogatori di garanzia per i 13 arrestati nell’ambito dell’operazione Medea: l’ex Sindaco di Caserta Del Gaudio si avvale della facoltà di non rispondere, così come Fontana, Polverino respinge tutte le accuse, Sarro aspetta…
L’ex primo cittadino di Piedimonte Matese sta invece costruendo una linea di difesa in attesa dell’atto giudiziario.
Sono iniziati stamane di buon ora gli interrogatori di garanzia per i 13 arrestati nell’ambito dell’operazione Medea. E già non risponde, o meglio, si avvale della facoltà di non rispondere l’ex Sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, che è difeso dall’avvocato Dezio Ferraro. Del Gaudio è accusato di avere ricevuto un presunto finanziamento di 30mila euro da un imprenditori legato al clan camorristico dei Casalesi. La difesa di Del Gaudio ha inoltrato istanza di scarcerazione al Riesame che si trova tutt’ora detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Mentre l’ex consiogliere regionale Angelo Polverino ha respinto ogni accusa che gli viene addebitata, interrogata dal Gip Egle Pilla. “Come si evince dagli atti – ha rifertito Polverino, difeso dall’avvocato Vittorio Giaquinto – non ho mai avuto alcun contatto con Fontana (che sarebbe l’imprenditore accusato di aver finanziato le campagne elettorali dei politici casertani, ndr) tantomeno ho mai ricevuto soldi da lui”. Anche Pino Fontana, difeso dall’avvocato Paolo Trofino, uno degli imprenditori arrestati con l’accusa di avere ottenuto la gestione degli appalti per la rete idrica e fognaria in gran parte degli enti della Regione Campania grazie all’accordo con la camorra dei casalesi e riferimenti politici locali, il tutto sotto la regia del boss Michele Zagaria.









