PIEDIMONTE MATESE. Giunta di larghe intese, si lavora: ma i margini sono strettissimi.

Trattative dunque interrotte? Macchè. Si lavora per ricucire gli strappi, per rimettere in piedi una maggioranza trasversale che possa transitare il paese a nuove elezioni. Ma si riuscirà nell’impresa più difficile di far desistere la fascia tricolore dimissionaria a tornare sui suoi passi?

Di un’estate particolarmente bollente a Piedimonte Matese ne avevamo già parlato, di una colonnina di mercurio che sta facendo registrare temperature in questi giorni che sfiorano i 40°, di persone che preferiscono stare al fresco di casa propria o salire sulle alture del Matese a cercare un pò di refrigerio è comprensibile. A ciò vanno sottolineate le temperature della politica, che in una strana coincidenza tempistica sta mischiando le candidature per le imminenti elezioni regionali (si terranno i prossimi 20 e 21 settembre 2020) e le operazioni di “ricucitura” in seno alla maggioranza Di Lorenzo. Il primo cittadino è dimissionario, nel senso che il giorno 28 luglio ha rassegnano volontarie dimissioni dalla carica di sindaco ed ora si attendono i canonici 20 giorni di tempo (la legge gli consente di ripensarci), pertanto lunedì 17 agosto come tempo massimo, altrimenti voto nella prossima finestra utile che non sarà, a questo punto, quella delle regionali settembrine. Ma a questo atto se ne è aggiunto un altro: la diffida del Prefetto di Caserta, Ruperto, datata 29 luglio, che dà sempre 20 giorni di tempo alla amministrazione comunale, quindi martedì 18 agosto per approvare il bilancio stabilmente riequilibrato o sarà scioglimento dell’Assise. Torneranno in aula i consiglieri per dare disco verde agli atti contabili? Difficile, molto difficile, ma in politica nulla è impossibile. In questo susseguirsi di eventi si inserisce la proposta del vice Presidente Comunità Montana del Matese, Mauro Martino, che lo scorso giorno ha lanciato un appello dopo l’ultimo Consiglio comunale che aveva portato alla bocciatura in aula degli atti contabili (Solo 7 i voti a favore: Di Lorenzo, Filetti, Martino, Raucci, Spinosa, Mainolfi e Paterno; ben 10 quelli contrari: Grillo, Petella, Riccitelli, Civitillo, Ottaviani, Masella, Bisceglia, Capone, Santopadre e Santillo). “Penso che gli amministratori devono fare un bagno di umiltà e devono fare non uno, ma dieci passi indietro – per lo stesso Martino. Che se viene il Commissario il paese non se lo può permettere, per tutta una serie di motivi legati a finanziamenti regionali e cadrebbe di nuovo nella stagnazione post Giunta Cappello. Il mio invito alle forze di opposizioni di trovare una soluzione, instaurare un tavolo di lavoro con il sindaco per portare il paese alla prossima finestra elettorale che non sia settembre 2020, in modo che si fa una giunta di larghe intese con figure anche esterne, per permettere al paese di non perdere questi finanziamenti che in effetti a breve arriveranno e che un eventuale Commissario potrebbe non essere interessato, non essendo legato al territorio”. Immediata la risposta del capogruppo di “SiAmo Piedimonte”, Carlo Grillo: un “no” grazie a significare “noi saremo coerenti fino in fondo”. Trattative dunque interrotte? Macchè. I bene informati parlano di un potenziale ingresso anche di consiglieri esperti ma non eletti (Marcellino Iannotta), dopo le dimissioni, ipotizzate, di qualche consigliere, eletto, della sua stessa lista. Si lavora insomma per ricucire gli strappi, evidenti, per rimettere in piedi una maggioranza trasversale, a questo punto, che possa transitare il paese a nuove elezioni che ci saranno solo nella primavera/estate 2021. Ma si riuscirà nell’impresa più difficile di far desistere la fascia tricolore dimissionaria a tornare sui suoi passi?

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