PIEDIMONTE MATESE. Il Comune dei proclami senza seguito: il duro monito del circolo matesino Fratelli d’Italia.

“Cari Cittadini, un’amministrazione che funzioni, dovrebbe affrontare l’ordinario e dimostrare di riuscire a risolvere anche ciò che è straordinario ed imprevedibile”.

Siamo giunti alla fine del 2018 e tra le tante domande che ci poniamo ce n’è una a cui teniamo particolarmente: diverse riunioni, tante proposte, una corsa sfrenata per rientrare nelle scadenze ed avere finalmente un PUC, ma ad oggi tutto tace per effetto di un’ulteriore proroga emessa da chi non comprende che il PUC è uno strumento necessario per il nostro territorio e che bisogna adoperarsi in fretta, indipendentemente dalle scadenze. Siamo quel Comune in cui i funzionari si dimettono continuamente perché probabilmente consci della situazione disastrosa con cui viene gestito l’ente. Siamo quel Comune in cui si proclamano tante cose, ma in cui a stento e con ritardo si riescono a risolvere i problemi di cui si conosce da tempo la gravità, facendo apparire millantanti politici “di alto rango” come i benefattori del momento, pronti a risolvere problemi che essi stessi hanno creato. Aspettiamo ormai da tempo la rimodulazione dei parcheggi, l’avvio dei lavori all’ex macello, la riqualificazione della villa comunale. Poi però ci ritroviamo con la decisione di creare dei chioschi in piazza Cappello, subito dopo il cambio idea e il mega proclamo del restyling completo con tanto di affidamento diretto del progetto, richiesta di anticipazioni di cassa e rimando a settembre per quelli che sarebbero stati i dettagli, ma anche di questo nessuna traccia, nessuna comunicazione, la scusa ufficiale sarà che hanno avuto altre priorità da affrontare. Tuttavia, Cari Cittadini, un’amministrazione che funzioni, dovrebbe affrontare l’ordinario e dimostrare di riuscire a risolvere anche ciò che è straordinario ed imprevedibile. Il futuro della collettività non aspetta che a qualcuno avanzi del tempo, va pensato e organizzato senza rimandare, perché una paralisi di tal fatta rischia di accelerare la discesa verso il declino o, peggio ancora, verso il default.

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