PIEDIMONTE MATESE. Il Museo civico “Marrocco” verso la chiusura: licenziata la direttrice Martino, spostato in altri uffici l’unico dipendente. Si perderà anche il riconoscimento di interesse regionale e dovranno essere restituiti i reperti in prestito, come il Corridore del Monte Cila.

piedimonte matese museoA mancare sono pure i controlli quotidiani dello stato di conservazione delle collezioni e dell’edificio storico che li ospita.

di Lorenzo Iuliano – Il Mattino

La beffa del museo civico «Raffaele Marrocco» di Piedimonte Matese. Dopo il piano di rilancio culminato con l’inserimento nel nuovo «sistema museale di Terra di Lavoro», la struttura chiude. L’unico dipendente che ne garantiva l’apertura al pubblico è stato spostato ad altri uffici. Non resta più nessuno dopo il «licenziamento» del direttore Raffaella Martino, che aveva un contratto a termine fiduciario, legato alla durata dell’amministrazione comunale. Ebbene, in seguito alle dimissioni del consiglio e del sindaco Vincenzo Cappello per il suo arresto nell’inchiesta «Assopigliatutto», è arrivato un mese fa lo stop per Martino. Ora però nemmeno i volontari dell’associazione «Amarte» possono più entrare ed erano loro ad assicurare visite guidate e impegno. Sull’istituzione matesina è calato il silenzio: nessuna comunicazione e informazione al pubblico, la concreta possibilità che venga perso il riconoscimento di interesse regionale e le relative opportunità di accedere ai finanziamenti. Poi c’è l’incubo della restituzione dei reperti in prestito, come nel caso dello splendido Corridore del Monte Cila, manca pure il controllo quotidiano dello stato di conservazione delle collezioni e dell’edificio storico che li ospita. Impossibili da effettuarsi anche le attività legate ai protocolli d’intesa e convenzioni con enti ed istituzioni. Non da ultimo, la demolizione della credibilità di un «servizio pubblico essenziale», quale oggi è definito il museo, punto di riferimento sociale e culturale dell’alto casertano. Ogni giorno che passa è un mattone che cade da quella struttura dall’acronimo impossibile «Mucirama», ma con una storia partita nel 1927.

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  1. Ottobre 30, 16:28 Anonimo

    Cancella cancella,Lorenzo Applauso, tieni alto il tuo valore di leccapiedi.

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