PIEDIMONTE MATESE. Inchiesta “Assopigliatutto” che ha portato all’arresto di Di Costanzo, Cappello e Cappella: la senatrice Maria Rosaria Rossi, braccio destro dell’ex Premier Silvio Berlusconi, non si presenta in Tribunale a Santa Maria C.V; legittimo impedimento.
Per lunedì prossimo è previsto l’incidente probatorio sui telefoni cellulari sequestrati dalla Procura a Di Costanzo e agli indagati alla presenza del perito nominato dalla Procura, Querceto, e dei consulenti di parte.
Impegno in Senato per l’audizione in Commissione Agricoltura del capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e del direttore generale del ministero dello Sviluppo: questo il legittimo impedimento per la quale la senatrice Maria Rosaria Rossi, matesina doc avendo vissuto tutta la sua giovinezza a Piedimonte Matese e frequentando l‘Istituto Tecnico Commerciale “Vincenzo De Franchis”, ora braccio destro dell‘ex Premier Silvio Berlusconi, non si è presentato ieri mattina a Santa Maria Capua Vetere per essere ascoltata come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta “Assopigliatutto”, che ha portato nei mesi scorsi all’arresto, tra gli altri, dell’ex Sindaco di Alvignano, ed ex Presidente della Provincia, Angelo di Costanzo, dell’ex Sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, e dell’ex Presidente del Sannio Alifano, Piero Cappella. Negli uffici del procuratore Maria Antonietta Troncone e dei sostituti Giorgia De Ponte e Alessandro Di Vico, che stanno seguendo le indagini. La Rossi dovrà essere ascoltata perché nell’inchiesta è spuntato il nome del fratello della senatrice di Forza Italia, tirato in ballo da un informatore, ascoltato dai finanzieri, che ha rivelato che la nomina a presidente della Provincia di Angelo Di Costanzo sarebbe stata caldeggiata dalla Rossi anche per estinguere un vecchio debito che il fratello aveva con Di Costanzo. Su questo, la Procura vuole vederci chiaro. La nomina Di Costanzo sarebbe avvenuta proprio quando la Rossi era stata nominata da Berlusconi a Caserta commissario straordinario del partito: pura coincidenza?







