PIEDIMONTE MATESE. L’Istituto Tecnico Agrario e l’Alto Casertano dimenticati dalla Provincia di Caserta: un grido d’allarme… Da Scorciarini Coppola e Di Baia a Ronga e Fappiano di Alife, passando per Filippo Farina…

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Un ITAS che eroga servizi di qualità formativa a molti studenti provenienti da Gallo Matese, Letino, Capriati al Volturno, Ciorlano, Fontegreca, Prata S., Pratella, Ailano, Valle Agricola, Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife, Alife, San Potito, Gioia S., Dragoni, Alvignano, Caiazzo, Baia e Latina.

di Giuseppe Pace

Dopo il terremoto di Piedimonte Matese del dicembre scorso, che ha reso inagibile lo storico immobile dell’ITAS, la Provincia trascura l’avvio decoroso e idoneo della sede scolastica piedimontese. A preoccuparsi non è solo il colto Dirigente Scolastico Nicolino Lombardi, ma anche il Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Laureati in Agraria, diretto dal dinamico professionista Filippo Farina. Questi, intervistato ieri dallo scrivente, si rammarica della distrazione dell’Assessorato Provinciale alla Pubblica Istruzione che non destina i fondi necessari al ripristino statico ed antisismico della sede dello storico Istituto Tecnico Agrario locale, dove sono stati formati e diplomati i circa 500 iscritti al prestigioso Collegio professionale, che dirige. Farina solidarizza appieno con il Dirigente Scolastico dell’ITAS che già il 20 c.m. ha inviato lettere preoccupate (d’incerto inizio di anno scolastico senza sede per gli studenti del tecnico agrario piedimontese, provenienti da oltre 40 paesi dell’alto casertano e non solo) a Zinzi e D’Ambrosio per le responsabilità provinciali e per conoscenza ai Dirigenti dell’USR(Ufficio Scolastico Regionale di Napoli) e del CSA di Caserta nonchè al Dirigente Settore edilizia scolastica provinciale casertana, Ing. P. Madonna. A perorare la causa della sede idonea e decorosa dell’ITAS piedimontese si associa anche l’ex Dirigente Scolastico dell’ITAS di Ponticelli, GG. Scappaticcio, che lo scrivente conosce da decenni, anche per la solida preparazione professionale di Agronomo, nonché Domenico Di Baia ex Presidente del Collegio Provinciale dei Periti Agrari con sede a Piedimonte. Entrambi come F. Farina sostengono che la sede dell’ITAS è storica e va recuperata al più presto per non interrompere la lunga tradizione e l’importante funzione formativa dell’ITAS per tutto il territorio dell’Alto Casertano. Anche Vincenzo Fusco (figlio di Luigi, storico capo dell’ex PCI piedimontese), precisa che la Provincia è più attenta ad erogare denaro per i lavori del privato palazzo ducale piedimontese e non per la sede dell’ITAS, che eroga servizi di qualità formativa a molti studenti provenienti da Gallo Matese, Letino, Capriati al Volturno, Ciorlano, Fontegreca, Prata S., Pratella, Ailano, Valle Agricola, Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife, Alife, San Potito, Gioia S., Dragoni, Alvignano, Caiazzo, Baia e Latina, ecc.. Al neo Presidente Farina va riconosciuto un incisivo ruolo di animatore del Collegio professionale che dirige. Egli responsabilmente spinge affinchè la Provincia non abbandoni (dimenticando la sede decorosa da assegnare all’ITAS per il prossimo a.s.) ancora una volta, il decentrato territorio dell’Alto Casertano che da tempo vorrebbe appartenere alla Regione Sannio di cui Piedimonte M. potrebbe essere la V città e non più fanalino di coda della Campania. Nel recente libro, del Naturalista nonché Dirigente Scolastico dell’ITAS e dell’ITIS Nicolino Lombardi “La Battaglia del Grano” si fa riferimento al territorio e alle macchine agricole del Sannio, che abbraccia anche entrambi i versanti matesini. Al Collegio professionale, prima citato, lo scrivente a dedicato alcune decine di pagine del libro “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee Editrice, che è reperibile presso la sede del Collegio professionale, la biblioteca comunale “Aurora Sanseverino”, l’Associazione Storica del Medio Volturno e alcune edicole cittadine. Nel libro citato vi è l’elenco completo degli associati al Collegio Provinciale: citato con luogo di nascita, luogo e data del conseguimento del titolo d’iscrizione all’Albo, ecc.. Nel libro dello scrivente è scritto che ”Un fiore all’occhiello della città di Piedimonte Matese è il locale Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della popolata Provincia di Caserta. Questa Provincia ha più di 900.000 abitanti che risiedono in 104 Comuni, alcuni piccolissimi come Ciorlano, Gallo Matese e Letino ed altri grandi come Piedimonte M. e Alife. Per tutti gli altri Ordini delle professioni liberali (Geometri, Periti Industriali, Agronomi, Architetti, Ingegneri, Geologi, Biologi, Medici, Avvocati, Commercialisti, ecc.) la sede non è a Piedimonte, ma a Caserta. Di tali ed altre professioni liberali l’alto casertano è ricco e il merito va alla cittadina di Piedimonte M. con le sue numerose scuole medie superiori, tra le quali l’Istituto Tecnico Agrario Statale, che esiste dal 1888. Il locale Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati ha eredidato questa antica tradizione culturale specialistica in agricoltura. Il Collegio Provinciale, in esame, mantiene una sua eccezionale distinzione”. Nel capitolo, dedicato al Collegio professionale, è scritto anche che ”La vasta area geostorica nella quale è ubicato il Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati appartenne all’antica Regione storica del Sannio Pentro. Non pochi sono gli studiosi locali che propongono l’istituzione della Regione Sannio o Molisannio, a cominciare, tra gli altri (compresi non pochi Periti Agrari dell’alto casertano), dall’alifano Avv. G. Fappiano, che fu presidente della Comunità Montana Matese con sede a Piedimonte. Si riportano, di seguito, dall’organo stampa ufficiale del Collegio suddetto, aggiornato al 30/04/2009 e stampato a Piedimonte, Tip. Bandista, sia i nomi degli iscritti nell’Albo professionale che le leggi che istituiscono l’ordinamento della professione di Perito Agrario: Legge 28-3-1968, n. 434, pubblicata nella G.U. del 20-4-1968, n. 101 modificata con Legge 21-2-1991 n. 54, pubblicata G. U. 27-2-1991. All’art. 1 del titolo 1 si recita: ”Il titolo di Perito Agrario, al fine dell’esercizio delle attività di cui all’art. 2, spetta a coloro che abbiano conseguito il diploma di Perito Agrario in un istituto tecnico agrario statale o parificato e la abilitazione all’esercizio della professione, con tutte le relative specializzazioni, e siano iscritti nell’Albo professionale a norma dell’art. 4 (art. 1 legge 54/91)”. All’art. 4 precisa: “Il Perito Agrario non può esercitare la libera professione se non è iscritto nell’Albo professionale. L’iscrizione nell’Albo non è consentita ai Periti Agrari impiegati dello Stato o di altra pubblica amministrazione ai quali, secondo gli ordinamenti loro applicabili, è vietato l’esercizio della libera professione. Essi sono, a loro richiesta, iscritti in un elenco speciale…”. All’art. 6, invece, recita: “ Il Ministro per la grazia e giustizia esercita direttamente o a mezzo dei presidenti e dei procuratori generali di Corte d’appello, l’alta vigilanza sui Collegi dei Periti Agrari ai fini dell’esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari”. L’art. 1 dei principi generali del codice deontologico del Collegio Nazionale dei Perito Agrario e dei Periti Agrari Laureati presso il Ministero della Giustizia, invece, recita: ” Il Perito Agrario deve essere libero e professionalmente indipendente; deve sempre essere costantemente rivolto alle conoscenze scientifiche ed agire con conoscenza”. Quest’ultimo punto interessa molto lo scrivente e credo anche altri che si aspettano dalla categoria professionale, espressa dal Collegio in esame, relativamente all’area vasta dell’alto casertano e del Matese, attenzione ed azione nei vari piani di sviluppo territoriali ed in particolare più voce in seno al Parco Regionale del Matese, che appare non sempre diretto da lungimiranza culturale per accrescere, soprattutto, il reddito dei residenti matesini”. Sempre citando pedissequamente ciò che lo scrivente scrisse si ricorda anche: ”In questa cittadina dell’alto casertano, negli anni Cinquanta, c’era l’unico, antico e perciò anche prestigioso Istituto Tecnico Agrario Statale, dedicato all’illustre piedimontese Angelo Scorciarini Coppola. Tale scuola tecnica, dapprima come R. scuola pratica di agricoltura e dall’anno scolastico 1950/51 come Istituto Tecnico Agrario Statale. Quest’ultimo divenne autonomo, da quello napoletano di Ponticelli, dal 1958/59. Durante l’epoca fascista con R. Decreto del 30/12/1923, n. 3214 la scuola diventò un Ente Consorziale Autonomo con proprio Consiglio d’Amministrazione in rappresentanza del Comune, della Provincia e dello Stato centrale. Nel 1928 con l’introduzione supplementare ed integrativa della scuola elementare degli avviamenti agrari, nella R. scuola tecnica ad indirizzo agricolo venne annesso anche l’Avviamento Agrario e nell’anno scolastico 1935/36 ebbe pure il corso a tipo industriale femminile. Tale prestigiosa scuola piedimontese ha avuto riconoscimenti onorevoli alla fiera campionaria di Milano nel 1929, alla I mostra dei prodotti agricoli di Napoli nel 1933 e per l’incremento dell’agricoltura nel Mezzogiorno dal Banco di Napoli nel 1934. Nel 1933 divenne R. Scuola tecnica biennale che conferiva il Diploma di Agente Rurale. Dalle foto riportate si osserva la bella e panoramica sede scolastica piedimontese, che si trova nell’ex convento dei Cappuccini, adattato a scuola con denaro (80.000 lire nel 1888/89) di tutti i comuni del circondario piedimontese e fino al 1945 con 21 ettari (di una azienda agraria, interna e dunque didattica) di estensione territoriale ridotta poi a ettari 15 circa per le esigenze, in particolare, di nuove abitazioni popolari e dell’Istituto dei Salesiani, chiamati a Piedimonte nel 1954 dal Sen. Giovanni Caso per dirigere “l’Opera sociale Ragazzi di Don Bosco”. Nel 1977 l’azienda agraria suddetta aumentò di 9 ettari di superficie a seguito del soppresso Istituto professionale agrario di Alife. Primo Direttore della Scuola agraria piedimontese fu il Dr. Gabriele Imparato (1988) e, tra gli altri numerosi, si segnalano solo quelli che hanno contribuito con i loro scritti, di rilevanza culturale e soprattutto extrascolastica, quindi utili allo sviluppo territoriale locale, il Dr. Luigi Marsella (1915-43) e il Dr. Pasquale Ciliberti negli anni Sessanta. La visione lungimirante di alcuni Periti Agrari piedimontesi come, tra gli altri, Vittorio Simeoni, Vincenzo De Balsi, Vincenzo Iannitti e Dante Ronga hanno permesso che la sede provinciale del Collegio dei Periti Agrari fosse stabilita a Piedimonte d’Alife fin dal lontano 1955. L’attenta lettura del Verbale di Costituzione del Collegio Professionale dei Periti Agrari e di elezione del Consiglio del 22 maggio 1955, dato in visione allo scrivente, permette di evidenziare la volontà tenace, quasi Sannita, dei piedimontesi di allora. A tutti quei Sanniti pionieri, ma soprattutto ai Periti Agrari V. Simeoni e V. De Balsi (che ha insegnato all’Avviamento Agrario di Letino, frequentato dallo scrivente negli anni 1959-62, insegnadogli alcune tecniche agronomiche come il debbio) va il merito ed il plauso dei concittadini matesini e dell’auspicata Regione Sannio, che comprenderebbe il Molise, il beneventano e il medio Volturno. Il Direttivo del Collegio ha avuto ed ha ancora, tra i suoi membri, un ben nutrito gruppo piedimontese e dei paesetti limitrofi. Questa presenza ha evitato così lo spostamento a Caserta della sede del Collegio o nel suo popolatissimo circondario, che ha un ambiente sociale (con tradizioni, presenza di camorra, ecc.) quasi del tutto estraneo a quello piedimontese e dell’intero territorio alifano-matesino. Notevole è stato ed è il contributo che tutte le scuole piedimontesi danno alla crescita culturale delle popolazioni del Matese casertano, ma indubbiamente quello dell’I.T.A.S. piedimontese, è eccezionale per lo sviluppo agrosilvopastorale del passato matesino e dell’agricoltura moderna oggi. Il sistema economico e sociale settentrionale è diverso (più ricco ed avanzato socialmente) da quello meridionale (più povero e attardato socialmente). Si auspica che in futuro prossimo anche Piedimonte utilizzi al meglio l’enorme patrimonio di esperienza nonché di beni immobiliari e di terreni in dotazione a questo tipo di scuola media superiore, istituita come R. Scuola pratica di agricoltura con Regio Decreto il 12 luglio 1888 presso l’ex convento dei Cappuccini. Valentina Arpea, politica che dirige la commissione parlamentare sulle riforme scolastiche, comincia ad elogiare le scuole non statali perché spesso, non sempre, sanno essere più pronte nella risposta adeguata alla modernità che esprime il territorio con i suoi giovani. L’esposizione e commercializzazione durante il Convegno scolastico all’ITAS locale del 2002, rivolto allo sviluppo agricolo del Matese, ha permesso, ai presenti, di apprezzare molti prodotti tipici dell’area matesina, ma andrebbe incentivato il ruolo propulsore di esposizione-commercializzazione di più merci alimentari di qualità locale e non solo di poche come oggi pare. Olio d’oliva e vino. In quella circostanza vi era anche il Dirigente Scolastico dell’ITAS di Ponticelli, il piedimontese Scappaticcio, che mi ha precisato le 6 S che deve godere la coltivazione della pianta di ulivo: Sole, Sasso, Solo, Sanità, Scure, Stabio. La vicinanza al Molise e al beneventano matesino, rendono l’ambiente di Piedimonte più sobrio, meno bizantino e più leale nella pratica professionale anche dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, che hanno una solida preparazione dovuta al prestigio dell’Istituto Tecnico Agrario Statale locale che dispone di terreni, frutteti, azienda agricola di primordine anche se da migliorare e ammodernare tenendo presente anche alcuni dei flussi relazionali espressi nel grafico seguente. Quale migliore Istituzione può usufruire e consumare bene fondi pubblici europei per sperimentare in agricoltura? Certamente l’ITAS e l’ITIS sono preferibili agli Enti Locali che spesso sono inficiati da partitocrazia becera, che destina 100 mila euro a fantomatici centri di aggregazione sociale utilizzando l’ex sede dei Salesiani di Piedimonte Matese o quasi 400 mila euro per supposti piani di sviluppo turistico della decotta località di Bocca della Selva, dove abbondano i politicanti e i loro galoppini soltanto ma non i turisti campani e molisani, preferendo Campitello Matese e altrove sul Matese.

La produzione di olio e vino di alcuni privati del pedemontano e dell’I.T.A.S. di Piedimonte sono esempi da incentivare qualitativamente con riconoscimenti DOC, DOP e IGT. Alti sono i livelli di HDL (il colesterolo buono), per non parlare del contenuto di vitamine A, D e in particolare la E ad esempio. Sono pregevoli molte merci alimentari piedimontesi ed in particolare l’olio e i vini locali delle borgate di San Michele, Monticelli, Scorpeto, ecc. nell’area piedimontese. L’olio di Capriati al Volturno, Ciorlano, Fontegreca, Prata Sannita, Ailano, Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife, Alife, San Potito, Gioia Sannitica, Faicchio, Cerreto, ecc. ha conclamate proprietà positive per il nostro benessere. Esse sono ricche di antiossidanti che combattono l’invecchiamento, la sua preziosa composizione di acidi grassi monoinsaturi aiuta a mantenere bassi i livelli di LDL (il colesterolo cattivo), mentre non diminuisce i livelli di HDL (il colesterolo buono). L’olio extravergine d’oliva locale arriva al consumo senza avere subito trattamenti di raffinazione, ma con una lavorazione solamente meccanica. L’olio è estratto per semplice spremitura delle olive, seguita da decantazione e chiarificazione, due passaggi che servono a togliere le impurità. L’olivella del Matese, già prodotta DOC nel territorio alifano, andrebbe incentivata e diffusa agendo più sulla filera distributiva che produttiva e quest’ultima promossa accorpata ad azienda di medie dimensioni oppure a cooperativa. Così di piccola dimensione l’azienda produttrice non può competere facilmente senza un sufficiente investimento anche d’immagine o pubblicità. Alla prestigiosa fiera veronese del Vintaly 2009, visitata dallo scrivente, mancavano le aziende matesine casertane. Vi erano le aziende del beneventano matesino, come quella con il vino IGT Pentri di Castelvenere (Aglianico, Falanghina, Fiano, Rosso) Piedirosso. Quest’azienda con 10 ettari di vigneti sparsi sulle colline del Sannio beneventano, tra Matese e Taburno, da 20 anni, è diretta dai coniugi Dionisio e Lia, i quali raccontano, attraverso i loro vini, la storia del loro territorio dell’antico Sannio nostro. Da noi, nel Sannio o Molisannio, l’evoluzione dei consumi alimentari ha seguito più il carattere della sobrietà, della genuinità e mai della fame accentuata. L’alto Matese ed in particolare i comuni montani hanno oggi come ieri un reddito basso e l’alimentazione ha il pane come alimento basilare. La pianura alifana e il pedemontano matesino comunque, sono molto fertili. L’aver istituito il Parco Naturale Regionale del Matese non significa soltanto tenere il paesaggio naturale montano bello per i cittadini metropolitani e delle pianure dell’antica Terra di Lavoro e dell’alta Puglia che vi si recano per il fine settimana. Il Parco è da istituire interregionale comunque, ma soprattutto da programmare e amministrare con filosofia naturalistica diversa, più aggiornata e meno provinciale. La voglia di andarsene con il Sannio è tanta perché il Matese è già Sannio, anche se la Campania e Caserta lo amministra da molto tempo, ma non lo ha definitivamente “domato”. A Piedimonte i piccoli negozi con varietà merceologiche locali non mancano, ma va valorizzata la qualità certificata possibilmente e altrettanto ci si augura che il recente supermercato venda pure prodotti e vini locali. Andrebbe attuato un progetto sperimentale di ripristino di antichi cereali del Matese come la segala nella piana delle Secine di Letino o anche a San Pietro e Capo la Sava. Andrebbe premiata ogni azione volta a rilanciare meglio i tentativi dell’I.T.A.S. di proporsi alla vendita al pubblico come laboratorio di prodotti alimentari di qualità come l’olio rinomato, ma anche la cantina di vini pregiati, insieme ad una stalla d’avanguardia. L’economia in generale e quella del territorio del Matese ed alifano in particolare segue un’evoluzione, in area liberista, molto studiata scientificamente e senza paraocchi ideologici. Essa va da un’economia tradizionale con agricoltura ed allevamenti animali estensivi, ad una forma intensiva e meccanizzata. Quando si supera la domanda comincia la qualità, ecc. fino poi a giungere all’economia da sviluppo sostenibile o ecosostenibile. Il concetto di salute dell’O.M.S. come stato di benessere fisico, mentale e sociale è in relazioni continue con l’ambiente naturale, l’ambiente modificato e quello individuale. A scuola queste relazioni vengono studiate per raggiungere e mantenere il bene primario della salute. Tale bene ha tra i suoi presupposti basilari un’alimentazione sana, genuina e di qualità come più di altri conoscono i Periti Agrari e i Perti Agrari Laureati che fanno capo al Collegio piedimontese. Chi meglio di un Perito Agrario conosce l’ambiente naturale in particolare? Pochi sicuramente, ma i tempi del boom economico hanno richiesto altre figure professionali. Oggi però il Perito Agrario ritorna basilare con la crescita della richiesta della qualità ambientale e alle risorse territoriali da utilizzare meglio. Tale figura tecnica è indispensabile perchè conosce l’agricoltura, il territorio locale e le filiere di produzione e di distribuzione degli alimenti vegetali e animali.

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