PIEDIMONTE MATESE / SAN GREGORIO MATESE / GIOIA SANNITICA. Si allarga l’inchiesta della Procura, tutta la politica dell’Alto Casertano sotto la lente della magistratura: altri 17 indagati colpiti da avviso di garanzia tra Sindaci, assessori, consiglieri e dirigenti comunali. Ultimo il primo cittadino di San Gregorio, Mallardo.
Ulteriori 17 avvisi di garanzia che si vanno ad aggiungere ai precedenti: colpiti sette primi cittadini e 10 tra amministratori e dirigenti comunali, tutti partiti dalla Procura samamritana e dal fascicolo a firma del procuratore Maria Antonietta Troncone e dei sostituti Giorgia De Ponte e Alessandro Di Vico.
La nuova bufera nell’Alto Casertano è un nuovo filone d’inchiesta, che va ad ingigantire la “vergogna giudiziaria” che ha colpito queste fertili terre, che ha avuto inzio con “Assopigliatutto”, e la si può considerare tale in termini di scandali, mazzette, favori, ritorni elettoralistici e quant’altro. Ora anche il primo cittadino di San Gregorio Matese, l’avv. Mallardo (nella foto), una terra che non produce solo dell’ottimo formaggio, evidentemente. Un altro, ennesimo, avviso di garanzia, non una condanna, per carità, ma il fatto che la magistratura ti informa cha sta indagando su di te per delle cose poco chaire. Sarà fatta chiarezza? I cittadini del Matese se lo aspettano, perchè queste zone parlavano d’altro, politicamente gestite da altri Politici fino a qualche decennio fa, quelli per interderci che erano in tutt’altre “faccende affaccendati”, il portare benessere ed infrastrutture, opere e lavoro. Ora si “lavora” con aziende sospette, se pur del posto: la “Termotetti”, che ha allargato il suo bacino d’utenza, ed il suo volume d’affari, anche nella spazzatura. Da Gioia Sannitica è arrivata a gestire questo settore nei più grandi Comuni della zona, a cominciare dal capoluogo Piedimonte Matese (vedi lo scandalo Vincenzo Cappelo), ma anche Alvignano (vedi lo scandalo Angelo Di Costanzo), ora anche San Gregorio Matese, ma pure altri… Favori che l’azienda gioiewse gestita da Gino Imperadore avrebbe ottenuto da politici e manager pubblici, ora accusati di turbativa d’asta, gare facilmente concesse con la formula della somma urgenza. Altre 17 persone tra sindaci ed amministratori, ma anche dirigenti coomunali, finiti sulla scrivania della Troncone a Santa Maria C.V.: avvisi di garanzia che hanno preceduto le lettere di Natale, che sicurametne a giorni questi soggetti si sarebbero amorevolemnte scambiati. Le principali accuse sarebbero state formulate da tre dipendenti pubblici, non indagati, che si sono messi a disposizione degli inquirenti ed hanno ricostruito gli ultimim tre anni di Lavori pubblici dati, appunto, attraverso il meccanismo delle “somme urgenze” (circa 700mila euro dal 2012 al 2015), per evitate le gare a evidenza pubblica, bypassando in tal moto la gara d’appalto e affidando le commesse sempre alla stessa azienda, guarda caso, l’azienda degli Imperadore, falsando pertanto la libera concorrenza tra aziende del settore. Lui, Gino, è stato arrestato già a settembre e ora risultra ancora ai domiciliar. Nel Comune di Gioia Sannitica risultano iscritti sul registro degli indagati il sindaco, Michelangelo Raccio e il dirigente comunale Antonio Romano. A Caianello avvisi di garanzia per il sindaco Marino Feroce, per l’assessore Luigi De Fusco e l’ex dirigente Pietro Russo. A Riardo coinvolti nell’inchiesta il sindaco, Nicola D’Ovidio, il consigliere comunale, Vittorio Caiazza e il dirigente pro tempore Pietro Russo. San Gregorio Matese colpita dall’avviso a Giuseppe Mallardo, avvocato e sindaco, a Galluccio, il sindaco Giuseppe Galluccio ed il responsabile tecnico Antonio Morrone. A Giano Vetusto il primo cittadino, Antonio Feola e l’assessore Antonio Zona, a Teano indagati il primo cittadino Nicola Di Benedetto, il presidente del consiglio comunale Carlo Barra, il dirigente pro tempore Fernando Zanni e il dirigente comunale Fulvio Russo.







