PIEDIMONTE MATESE / SOLOPACA / CASTELVENERE. Pizzo sull’uva, presa la “banda dei vigneti” che tagliava le viti a chi non pagava: 5 arresti per estorsione, ricettazione e armi.
Colpiti pure gli agricoltori vittime dell’alluvione dell’ottobre 2015, scoperti grazie all’indagine “San Filippo”, ricorrenza che indicava il termine ultimo di pagamento del pizzo.
Imprenditori agricoli costretti a pagare il pizzo per non vedersi tagliate le viti, recise di colpo le piante fin dalla base. Numerosi i casi denunciati nella valle Telesina, con diversi agricoltori finiti sotto il ricatto di bande di criminali. Scattata per questo stamane l’operazione dei carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita, coadiuvati dal Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e dal Nucleo Cinofili di Sarno, che ha portato alla notifica di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere: l’accusa è concorso a vario titolo di estorsione, ricettazione e detenzione e porto di armi. A finire in manette: il 66enne Annibale Zotti e il figlio Antonio Zotti, 40 anni, originari di Solopaca; Raffaele Cavaiuolo, 57enne di Solopaca; Giovanni Coletta, 57enne di Castelvenere; Guglielmo Labagnara, 69enne di Guardia Sanframondi. Coinvolte anche altre sei persone, indagate a piede libero: tre di Castelvenere (tra loro padre e figlio), il resto di Guardia Sanframondi, Solopaca e Piedimonte Matese. Il provvedimento della Procura di Benevento scaturisce da una indagine condotta tra l’agosto 2014 e l’aprile 2016, finalizzata su reati commessi da diverse persone, alcune delle quali già legate al disciolto clan criminale dei ‘solopachesi’, operante in Valle Telesina negli anni passati. Dalle denunce di danneggiamento e dal clima di paura che aleggiava tra gli imprenditori della zona, gli inquirenti hanno dimostrato un’attività estorsiva sul territorio incentrata sulla coltivazione delle viti. In pratica, chi si rifiutava di pagare tangenti per un servizio di “guardiania”, circa 130/140 euro a moggio, subivano il taglio delle piante, ma anche incendi dolosi o il furto dell’attrezzatura da lavoro. Sovente le richieste criminose non venivano fatte esplicitamente, ma bastava la presenza nei vigneti dei componenti la banda per far capire tutto.







