PIEDIMONTE MATESE. Terremoto e Chiese danneggiate: scontro Sindaco Cappello e Vescovo Di Cerbo, che considera l’ordinanza “inesatta dal punto di vista giuridico e che giunge a sproposito”.

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La Diocesi di Alife-Caiazzo ha precisato che l’ordinanza citata è la prima che “obbligherebbe” l’Ente ecclesiastico alla messa in sicurezza delle Chiese: l’ordinanza a cui si fa riferimento – la N° 85/2013 del 31/12/2013 – obbligava solamente “la chiusura ed inibizione temporanea al culto degli edifici suddetti.

Nella gioirnata di ieri, mercoledì 12 febbraio, il primo cittadino di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, ha inoltrato unasua ordinanza sindacale a S.E. Mons. Valentino Di Cerbo, Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo, in qualità di ente proprietario gestore di immobili, e relativa alla messa in sicurezza di diversi edifici di culto: Chiesa di Ave Gratia Plena, Chiesa dell’Arciconfraternita del Carmine, Chiesa di Santa Maria Maggiore e Chiesa di San Tommaso,  detta di San Domenico. “L’ordinanza sindacale – si legge in una nota della diocesi – oltre ad essere inesatta dal punto di vista giuridico e fattuale, giunge a sproposito in capo all’Ordinario Diocesano, già impegnato per la risoluzione delle problematiche, talvolta aggravate dal linguaggio della burocrazia e della politica. La Diocesi e le Parrocchie immediatamente dopo il sisma hanno assunto un impegno costante per una celere ripresa delle iniziative ecclesiali e sociali nel territorio matesino, per il recupero ordinato di tutte le attività della chiesa locale. Tuttavia, la Diocesi ritiene opportuno precisare che l’ordinanza citata è la prima che “obbligherebbe” l’Ente ecclesiastico alla messa in sicurezza delle Chiese: Ave Gratia Plena, Arciconfraternita del Carmine, Santa Maria Maggiore e San Tommaso detta di San Domenico, in quanto l’ordinanza a cui si fa riferimento – la N° 85/2013 del 31/12/2013 – obbligava solamente “la chiusura ed inibizione temporanea al culto degli edifici suddetti”. Infatti si fa presente che gli edifici citati sono vincolati e che, pertanto, gli Enti proprietari non possono agire su di essi se non espressamente autorizzati dalle autorità competenti (MBAC-SBAPSAE-CE), alle quali è demandato il compito di definire le modalità di intervento”.  A dimostrazione della trasparenza e della legalità con cui la Diocesi sta procedendo – continua la nota della Diocesi  – ecco ua breve cronistoria degli eventi:

29/31 Dicembre: monitoraggio da parte dei Vigili del fuoco a cui fa seguito la citata ordinanza N° 85/2013 che obbliga “solamente” la chiusura degli edifici di culto già indicati;
24 Gennaio 2014: con la Nota N° 0001428 il MBAC-SBAPSAE-CE inizia la fase di ricognizione del patrimonio culturale dei Comuni della Provincia di Caserta danneggiati, così come individuati con provvedimento prefettizio: formazione delle squadre di rilevamento e pianificazione attività.
29-31 Gennaio: le suddette squadre – a seguito di rilevazione – con l’assistenza continua dei competenti Uffici della Diocesi – compilano le schede AIRES da sottoporre alla Commissione regionale competente a definire modi, tempi per intervenire su gli immobili individuati.
Tale commissione regionale – a quanto è dato sapere – avrebbe dovuto valutare le schede AIRES e fornire indicazioni circa le modalità di intervento. La riunione fissata per il 4 Febbraio, prende in considerazione esclusivamente l’analisi degli immobili della Provincia di Benevento. Mentre per gli edifici della nostra Zona la data è fissata per il giorno 13 Febbraio. Da quanto è dato sapere l’analisi relativa agli immobili danneggiati del territorio diocesano è stato ulteriormente posticipato alla data del 18.02.2014. Da quanto sopra, emerge che che la Commissione regionale, ad oggi, non ha ancora trasmesso alla Diocesi le schede AIRES, fondamentali per qualsiasi intervento, anche la messa in sicurezza; che l’Ente diocesano pertanto non è in condizione di porre in essere alcun intervento, che dipende invece delle esplicite indicazioni/autorizzazioni determinate dalle autorità preposte. E’ il caso di evidenziare come, sovente, le procedure amministrative siano rallentate da incomprensibili e farraginosi meccanismi del complesso Apparato burocratico della Pubblica Amministrazione e che al contempo la Chiesa, da sempre vicina al popolo e ai problemi dell’uomo e del territorio, stia assicurando la massima attenzione per la rapida soluzione degli inconvenienti, indipendentemente dalle defezioni della politica.

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  1. Febbraio 14, 07:49 Anonimo

    In alcuni Comuni gli sfollati sono stati ospitati nelle parrocchie. Queste veramente hanno anche una funzione sociale, giusto essere così attenzionate dalle istituzioni…

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