PIEDIMONTE MATESE / Verso le Amministrative 2017. Il nuovo che avanza e il vecchio che non molla: tra “giovani leve” e “vecchie glorie” un mix difficilmente componibile.

piedimonte matese leuci costarellaVaglielo a dire a Iannotta che ora, al suo posto, il partito preferisce puntare su Loffreda; prova a convincere un Leuci che la D’Angiolillo è la nuova dirigente del Pd.

Non è mai stato facile mettere insieme le idee, le proposte ed i suggerimenti delle più giovani leve con le azioni più pragmatiche dei saggi della politica. Questo in tutti i campi, la politica non è da meno. Quando si ci avvicina ad una campagna elettorale e cominciano a susseguirsi gli incontri ci si scontra solitamente con i punti salienti del canovaccio programmatico, ma prima con i criteri per arrivarsi a tale definizione, ed ancora prima a chi devono essere gli interpreti per mettere in pratica queste idee e soluzioni per il territorio. Tra “giovani rampolli” della politica e “vecchie glorie” il mix non è mai facile, soprattutto se a scontrarsi sono i suggerimenti per la migliore soluzione che si ritiene opportuna alle problematiche. Dai lavori pubblici all’arredo urbano, dalla cultura ai servizi sociali, dalle proposte per i giovani alla cura e tempo libero per gli anziani, dalle scuole al funzionamento della macchina amministrativa comunale: insomma, stabilire come procedere in ogni cosa tenendo conto delle esigenze ed iniziative degli attori in campo non è cosa da poco. Quando ci si avvia ad una campagna elettorale è già difficile dialogare tra tutti, figurarsi arrivare alla composizione di una lista che sia frutto di un’amalgama tra diverse esigenze, diversi capi fazione (vedi i Iannotta, i Costarella, i Leuci, solo per citarne alcuni), diversi esponenti regionali che siano (Oliviero, ma non solo, la Palmeri, ora anche Zannini, ma c’è Zinzi nel centro destra, come Sarro). Come mettere insieme la Fiorella D’Angiolillo, rampolla avvocatessa locale col navigato Marcellino Iannotta, che ha sempre masticato lavoro, famiglia e… politica; Marcellino Pepe (caandidato perchè il papà Fabrizio ha deciso di non correre più per le comunali) e Costantino Leuci, vice sindaco uscente che fa politica dai tempi del Pci (si, il partito comunista italiano). E che dire di Attilio Costarella, perno per 5 anni dell’amministrazione uscente e del gruppo “Piedimonte Democratica” con Carlo Loffreda. Le cose ovviamente riguardano tutti gli schieramenti, il centro sinistra come il centro destra. Vaglielo a dire a Iannotta che ora, al suo posto, il partito preferisce puntare su Loffreda; prova a convincere un Leuci che la D’Angiolillo è la nuova dirigente del Pd. Già diverse sono le riunioni intavolate, e già di queste problematiche sono venute fuori. Ora l’idea bizzarra (venuta dal partito Provinciale: a proposito, quanti danni ha prodotto per il Matese le decisioni venute da un coordinamento provinciale che poco, o nulla sa, dei problemi di Piedimonte) che chi riveste la carica di coordinatore per la formazione delle liste (quindi la D’Angiolillo, Pepe, Loffreda). non debba poi essere candidato. Ma che idiozia è questa? Quello che conta, alla fine, è tenere conto di diverse anime, di diverse esigenze, senza escludere nessuno però a priori, altrimenti non si arriva da nessuna parte.

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