PIETRAMELARA. Convince una 67enne e sua figlia ad autodenunciarsi per sversamento rifiuti, tanto il reato lo avrebbe “cancellato per conoscenze in tribunale”. 40enne guardia giurata estorce danaro ed abusa della giovane: condannato a 7 anni di reclusione.
Avendosi fatto rilasciare il numero di cellulare della giovane, ha cominciato a tempestarla di telefonate per incontrarsi: la donna era convinta che lo scopo era sistemare legalmente la denuncia ancora sospesa.
La storia ha inizio 5 anni fa quando l’uomo, Quirino Napoletano, una guardia giurata 40enne del posto, scopre in un terreno a sversare rifiuti due donne, una 67enne, la figlia ed un nipotino. Le trascina nella locale caserma dei carabinieri ma, prima di entrare per sporgere denuncia, le invita ad autodenunciarsi, tanto il reato lo avrebbe lui fatto “cancellare per le conoscenze in tribunale”. ma in seguito la faccenda ha preso una brutta piega. L’uomo ha cominciato ad estorcere danaro alle vittime e ad abusare sessualmente della figlia della 67enne. Avendosi fatto rilasciare il numero di cellulare della giovane, ha cominciato a tempestarla di telefonate al fine di incontrarsi in luoghi appartati: la donna vi si è pure recata, ma convinta che lo scopo era quello di sistemare legalmente quella situazione della denuncia ancora sospesa. In realtà, la guardia giurata le aveva teso una trappola, ed una volta solli avrebbe abusato sessualmente di lei. Quando alla fine del procedimento, con la chiusura delle indagini a carico delle donne, le stesse si sono sentite truffate, hanno denunciato il tutto agli inquirenti, compreso il fatto di aver consegnato allo stesso somme complessive per 2.600 euro, oltre agli abusi sessuali. Ora l’uomo è stato condannato dai giudici del Tribunale di S. Maria Capua Vetere a sette anni di reclusione per violenza sessuale, truffa e millantato credito.







