PIETRAMELARA. Estorsione, sequestro preventivo di beni immobili, beni mobili registrati e disponibilità finanziarie ad una 40enne del posto.
Le indagini condotte dalla Stazione Carabinieri di Pietramelara (nella foto) avviate nel 2014 hanno consentito di far luce su prestiti di carattere usurario concessi dall’indagata ad una sua compaesana che versava in forti difficoltà economiche.
La Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere ha disposto nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto del GIP sede, il sequestro preventivo di beni immobili, beni mobili registrati e disponibilità finanziarie nella titolarità di tale Bevilacqua Antonietta, nata a Vasto il 31/3/1975, gravemente indiziata, in concorso con altro soggetto per il quale si è proceduto separatamente (perché minore all’epoca dei fatti), dei reati di usura aggravata ed estorsione. Le indagini condotte dalla Stazione Carabinieri di Pietramelara e coordinate dalla Procura sammaritana (Sezione Criminalità economica), hanno preso avvio nel 2014 e hanno consentito di far luce su una pluralità di prestiti di carattere usurario concessi dall’indagata ad una sua compaesana che versava, con il proprio nucleo familiare, in una situazione di forte difficoltà economica. A causa della sua impossibilità ad adempiere ai pagamenti in occasione delle scadenze previste, la vittima sarebbe stata percossa e più volte minacciata e costretta – in concomitanza dell’accredito sul proprio conto corrente di benefici pensionistici di un familiare – ad operare prelievi di somme in contanti presso lo sportello bancomat e a rimetterne immediatamente l’importo all’indagata. In tale quadro, nel febbraio 2015, si procedeva all’arresto della Bevilacqua, in esecuzione di ordinanza applicativa di misura cautelare della custodia in carcere emessa dall’ufficio del GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. “Successivi accertamenti – è spiegato in una nota stampa a firma del Procuratore della Repubblica Raffaele Capasso – eseguiti dal Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, sezione patrimoniale, su delega della Procura delle Repubblica di Santa Maria, diretti a verifìcare le disponibilità patrimoniali dell’indagata, hanno consentito di rilevare in capo alla Bevilacqua e al suo rispettivo nucleo familiare, un’accumulazione patrimoniale del tutto sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati nel corso degli anni e ai proventi delle attività lavorative svolte dall’indagata medesima e dai suoi stretti congiunti: di qui la richiesta di sequestro dei beni formulata dalla Procura della Repubblica, integralmente condivisa dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria CV”. Il provvedimento di sequestro ha riguardato tre appartamenti Comune di Pietramelara, per un valore complessivo stimato di oltre 400mila euro nella disponibilità dell’indagata (e dei congiunti, i cui saldi attivi risultano in fase di accertamento.








