PIGNATARO MAGGIORE. Emily Turino vince l’Oscar Green 2026: premiato il Giardino delle Zucche.

Campo di zucche da fattoria didattica ad attrazione nazionale ormai, da una idea dell’imprenditrice italo-americana Emily Turino, che è riuscita a conquistare l’Oscar Green 2026 nella categoria influencer.
L’iniziativa nasce dall’idea di portare in Campania la tradizione americana dei pumpkin patch, dove le famiglie scelgono la propria zucca direttamente nei campi. Con il tempo il progetto è cresciuto fino a diventare una delle esperienze autunnali più visitate del territorio, attirando migliaia di persone. “È un successo che condivido con i miei fratelli. Vogliamo far vivere alle persone la realtà di chi lavora la terra e trasformare un gesto semplice, come scegliere una zucca, in un ricordo speciale”.
La premiazione a Roma, al Palazzo Rospigliosi, durante l’evento organizzato da Coldiretti dedicato ai giovani agricoltori che innovano il settore, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Nel corso della giornata è stato ricordato anche il ruolo dei giovani nel settore agricolo: la Campania si conferma terza in Italia per numero di aziende guidate da under 35, dietro Sicilia e Puglia.








La Coldiretti è molto entusiasta del “Giardino delle zucche”, ricca manifestazione che si tiene a Pignataro Maggiore (CE), paese tristemente conosciuto quale “Svizzera della camorra”, feudo della cosca mafiosa Lubrano-Nuvoletta, legata a “Cosa Nostra” e alla massoneria. Il capo di tale iniziativa è il temutissimo imprenditore Mario Turino, detto “Fernando”, che a Pignataro Maggiore volle costruire la sua villa di campagna (sede delle citate zucche) su un terreno che gli fu venduto dai coniugi Raffaele Lubrano (poi ucciso in un agguato) e Rosa Nuvoletta, figli dei capimafia – defunti ergastolani – Vincenzo Lubrano e Lorenzo Nuvoletta. Mario Turino è stato consigliere comunale e assessore a Pignataro Maggiore, fino a che fu rimosso – perché accusato di legami camorristici – con decreto del Ministro dell’Interno. Lo stesso Mario Turino e il padre Antonio (nel frattempo defunto) vennero indicati in una relazione della Commissione parlamentare antimafia quali soggetti sospettati di appartenere al clan Nuvoletta. Mario Turino detto “Fernando” usa un linguaggio violento ed è anche omofobo: attacca le vittime di mafia usando la parola “ricchione”, nell’ambito di messaggi offensivi e complessivamente intimidatori.
A sostegno di Mario Turino è intervenuto Vincenzo Lubrano, figlio dei suddetti Raffaele Lubrano e Rosa Nuvoletta, scrivendo quanto segue: “Sul signor Turino e i suoi collegamenti forzati – Trovo davvero imbarazzante il modo in cui Lei, con ostinazione maldestra, cerca di costruire collegamenti psichedelici e totalmente infondati con la figura del signor Turino, nel goffo tentativo di trascinare anche lui nella Sua narrazione distorta. Il suo obiettivo è chiaro: gettare ombra sulla sua persona, insinuando legami, complicità o convergenze che non esistono, e che nessun fatto concreto potrebbe mai dimostrare. A scanso di equivoci, pur nutrendo una particolare simpatia personale, mi sento in dovere di dirlo con chiarezza: Turino è un imprenditore serio, una persona perbene, che ha messo in campo una visione concreta, realizzando un progetto – il Pumpkin Patch – che ha portato valore al territorio e sorriso ai nostri bambini. Lei invece, nella sua ossessione, continua a ricamare su connessioni che esistono solo nella sua testa, non per fare informazione ma per delegittimare chiunque non rientri nei suoi schemi di odio personale”.