Portico di Caserta / Macerata Campania. Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: ordinanza di custodia cautelare in carcere per due soggetti.

portico camorra argenziano iodiceI soggetti sono ritenuti vicini alla famiglia Petruolo, egemone in città per conto del clan camorristico Belforte di Marcianise: sovente, travisati, si recavano sui cantieri al fine di effettuare richieste estorsive.

In data odierna, nei comuni di Portico di Caserta (Caserta) e Mondragone, i militari della Stazione Carabinieri di Macerata Campania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di-due soggetti per il delitto di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. I presenti provvedimenti cautelari scaturiscono da indagini condotte dal mese di aprile 2014, anche con l’ausilio di attività tecniche di intercettazione, dai Carabinieri della Stazione di Macerata Campania sotto la direzione della Dda di Napoli, ed hanno permesso di accertare, come indicato dal GIP nella parte motiva del provvedimento: la persistenza e l’incisività di fenomeni estorsivi in danno di imprenditori edili nei comuni di Portico di Caserta e Macerata Campania; la presenza di soggetti, ritenuti vicini alla famiglia Petruolo, storicamente egemone in Macerata Campania per conto del clan Belforte di Marcianise che, talvolta travisati, si recavano sui cantieri al fine di effettuare richieste estorsive. L’indagine, che trae origine da spunti raccolti sul territorio, ed in particolare dall’approfondimento di episodio di tentata estorsione in danno di cantiere pubblico per lavori di rifacimento stradale in Portico di Caserta, ha permesso, anche con la collaborazione attiva delle vittime di estorsione, di raccogliere consistente materiale probatorio a carico degli odierni indagati in merito a due episodi di tentata estorsione ai danni di imprenditori edili in Macerata Campania, secondo il consolidato modus operandi che vedeva l’avvicinamento presso il cantiere con la tradizionale richiesta di “un fiore” o direttamente di denaro. Il GIP, condividendo le richieste del P.M., riconosceva nelle condotte descritte, in virtù delle modalità e del linguaggio utilizzato, l’aggravante della modalità mafiosa. Il provvedimento si colloca nell’ambito delle numerose indagini dirette da questa Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed incentrate sul territorio della giurisdizione della Stazione Carabinieri di Macerata Campania che hanno già permesso di disarticolare il clan Bifone operante in Portico di Caserta mantenendo viva l’attenzione all’evoluzione delle realtà criminali del territorio.

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