PRATA SANNITA. Davide scrive a Golia: “Faccia un passo indietro”. Damiano De Rosa bacchetta Vincenzo De Luca.

“de luca / patriciello” e mi è apparso il video del suo piccolo, triste e a mio avviso mal riuscito show da “cabaret d’antan” che mi ha profondamente turbato…

Il mio Paese – il punto di Damiano De Rosa, sindaco in carica di Prata Sannita. Nei cinque anni di questa bellissima esperienza che mi ha portato a diretto contatto con i cittadini nella piccola Comunità che mi ha scelto, ho imparato ed apprezzato, tra le tante cose, il “garbo istituzionale” che parte dall’educazione civica ricevuta nei banchi di scuola e finisce in taluni casi in approfondimenti necessari, a mio avviso, per chi si appresti ad avere un ruolo politico, perché l’educazione è innanzitutto rispetto verso tutta la collettività anche attraverso tutti i suoi rappresentanti. Orbene reputo che il “garbo” sia una declinazione naturale dell’educazione civica alla quale tutte le Istituzioni degne di questo nome, grandi o piccole che siano, dovrebbero ispirare ogni loro comportamento, ogni loro ponderata esternazione.

Ho appreso nella mia modestissima esperienza politica che “l’abito” fatto di rispetto, compostezza, correttezza anche e soprattutto terminologica, che chiunque abbia l’onore e l’onere di rappresentare una comunità, una provincia, un territorio, un ente pubblico, dovrebbe conoscere e soprattutto rispettare fa la differenza apprezzabile da tutti. Chi è investito democraticamente di un ruolo rappresentativo assume (deve assumere) sempre e consequenzialmente una posizione di garanzia verso tutta la società civile, di rigore morale, di equilibrio, di rispetto anche e soprattutto delle minoranze e di chi la pensa diversamente.

Ho imparato, in questi cinque anni di mandato elettorale, che devono inoltre essere rispettate sempre e comunque, le altre istituzioni rappresentative ed i ruoli rivestiti anche da formazioni sociali che ideologica mente sono lontane da noi: dalla istituzione militare, che in un piccolo comune come il mio è il Comandante della locale stazione dei Carabinieri, a quella religiosa che nel mio caso è il parroco del paese, fino a quelle sociali (si pensi ai presidenti delle varie associazioni, dalla pro loco a quelle sportive e così via dicendo).

Ho sentito, purtroppo devo aggiungere, le Sue esternazioni di inutile, ingiustificato e gratuito scherno, rivolte non ad un semplice esponente dell’istituzione religiosa, ma ad un sacerdote che oltre a svolgere per quanto a tutti noi consta con abnegazione ed egregiamente bene il suo compito pastorale, è la testimonianza da sempre della forte presenza della Chiesa Cattolica in un territorio difficile e martoriato e che, non sarò io a ricordarle, nel nostro ordinamento è una Istituzione specificamente oggetto di tutela, ma che è al tempo stesso anche un uomo che ha avuto il coraggio e la forza, senza mezzi termini, di “sfidare pacificamente” la camorra, quale fenomeno degenerativo da eradicare dalla nostra terra, sottraendole poco a poco quella manovalanza di cui essa si alimenta e con cui prolifera; camorra dalla quale, infatti, è minacciato ed è attualmente in grave pericolo di vita, tant’è che è stato messo sotto scorta armata.

Non volevo credere a ciò che cominciava a circolare sui social e così ho cliccato: “de luca / patriciello” e mi è apparso il video del suo piccolo, triste e a mio avviso mal riuscito show da “cabaret d’antan” che mi ha profondamente turbato più che meravigliato soprattutto rispetto alle due parole da cui ho iniziato questa mia considerazione aperta, ovvero il binomio “garbo istituzionale”.

Mi dispiace doverglielo dire, anche perché anagraficamente potrebbe essere mio padre, ma certe esternazioni non fanno onore neppure a chi rappresenta un territorio arrabbiato come il nostro, che si tratti del sindaco di un piccolo comune o del governatore di una importante Regione.

Posso capire l’ironia ed il dileggio dialettico politico, per carità sacrosanto ma “est modus in rebus” e non riesco a comprendere – e proprio non posso accettare – l’assenza di educazione e di garbo istituzionale che ha riservato a Don Patriciello.

Tutto questo, Signor Presidente, non fa onore alla istituzione che Lei rappresenta e non fa onore alla nostra regione che combatte la camorra; Le suggerirei perciò, da modesto rappresentante pubblico quale sono, di ammettere la Sua caduta di stile e di chiedere scusa non tanto all’uomo, quanto a tutto ciò che quell’uomo ed il sacerdote insieme rappresentano per tantissime persone (forse molte più di quante Lei pensa).

Tutti possiamo sbagliare, così come tutti abbiamo il diritto di poter riparare gli errori fatti: basterebbe molto semplicemente ammettere di non essere stato rispettoso verso quei cittadini che confidano che nella nostra società ci siano uomini come Don Patriciello a combattere la camorra in mezzo alla gente, cosa per la quale occorre coraggio, senso di autocritica e soprattutto consapevolezza e conoscenza del “garbo istituzionale”, che forse in questo spiacevole episodio Le è mancato e delle regole che esso obbligatoriamente impone.

Queste scuse che mi permetto di sollecitarLe spettano, non per diritto del diretto interessato, ma per un Suo dovere morale verso tutti noi elettori della Regione Campania , oltre che a Don Patriciello, a tutte le persone, i fedeli e Le assicuro sono tantissimi, che lo stimano, lo rispettano e soprattutto lo sostengono nella Sua quotidiana battaglia contro la camorra.

Da Suo semplice cittadino campano, prima ancora che da sindaco, mi aspetto questo Suo passo indietro, questa Sua pubblica ammissione sulla inadeguatezza, rispetto al “garbo istituzionale” che la Sua alta carica rappresentativa Le impone, delle parole dei toni e delle cose dette verso chi, sicuramente più di Lei e di tanti altri, ha osato sfidare ciò che tutti i cittadini onesti dovrebbero condannare, facendone una missione che va ben oltre quella Pastorale.

Me lo auguro per il mio piccolo ruolo ma soprattutto per ciò che Lei rappresenta, anche per quelli che non L’hanno votata e che comunque la rispettano ed hanno meritato o immeritato garbo istituzionale verso di lei”.

DAMIANO DE ROSA
Sindaco Prata Sannita

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