Montenero di Bisaccia. Protesta trattori, Di Pietro in difesa dei colleghi agricoltori: “Problemi drammatici, settore snobbato dalla politica”.

L’ex ministro: “Con i terreni mio padre ci ha cresciuto i figli, ora si fatica ad arrivare alla fine del mese. Non si riesce nemmeno più a comprare il grano per seminare”.

Regole sempre stringenti dall’Europa hanno messo in moto meccanismi di protesta delle imprese agricole, soprattutto quelle medio piccole. E la questione non sta risparmiando neppure il Molise con l’ex Ministro Tonino Di Pietro che da qualche anno dalla sua Montenero di Bisaccia si sta dedicando alla coltivazione dei suoi terreni nella azienda agricola di famiglia.

“Conosco tutti i problemi del settore e sottolineo che sono drammatici. L’Europa fa una miriade di regole senza tenere conto delle specificità locali. A Bruxelles non distinguono fra aziende grandi e piccole e fra Paesi con caratteristiche diverse. Non tengono in conto le peculiarità e questo danneggia soprattutto realtà come quelle italiane. I miei colleghi molisani mi hanno scritto una lettera chiedendomi ‘Tonì, tu che hai visibilità, fai valere le nostre ragioni’. E io che non mi facevo sentire in pubblico da tanto tempo sono tornato a parlare”.

“Le proteste sono spontanee e poi non sono caratterizzate politicamente. Io sto con i colleghi agricoltori. Vogliamo richiamare l’attenzione delle istituzioni a tutti i livelli, da Roma a Bruxelles. Sono quarant’anni che l’agricoltura è snobbata dai Governi e quest’ultimo non fa eccezione. Il tema non è il ministro x o y, ma la macchina che non funziona”.

“Di olio due anni fa ne ho prodotti 35 quintali, quest’anno sette. Io l’olio lo faccio come si deve, tutto a mano, e un chilo mi costa 10-12 euro: al supermercato lo compri alla metà. Le vigne sono due terzi a Montepulciano e un terzo ad Aglianico e e quest’anno non ho raccolto neanche un grappolo per via della siccità. I 12 ettari a seminativo posso coltivarli a quello che voglio, ma non posso raccogliere niente perché si mangiano tutto i cinghiali. Per me questa azienda è un costo. Se non avessi la pensione, non camperei. Con i nostri terreni mio padre ci ha cresciuto i figli. Oggi si fatica ad arrivare alla fine del mese. Non si riesce nemmeno più a comprare il grano per seminare”.

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