ALIFE / PIEDIMONTE MATESE / NAPOLI. Riflessioni su articolo: “Con il primo computer quantistico, la rivoluzione digitale parte dal Sud Italia…”: interviene l’esperto Pietro Cornelio.

Riceviamo, ed integralmente pubblichiamo, la nota a firma di Pietro Cornelio di Alife, esperto nel settore informatica, che così ha voluto rispondere al post del prof. Giuseppe Pace in merito alla intelligenza artificiale.
di Pietro Cornelio
Gentile Giuseppe Pace,
mi permetta di dissentire citando un antico adagio popolare, “è tutto bell ma nun abballa…”. Seguo da molti anni sia l‘Intelligenza Artificiale che il Calcolo Quantistico grazie alla professione che svolgo come Analista e Progettista ICT.
Bisogna evitare di fare proclami scientisti fornendo informazioni fuorvianti e inesatte. La cosiddetta “Intelligenza” artificiale non è mai intelligente, una macchina non pensa, non ragiona, non intuisce, non comprende i contesti, non ha immaginazione, etc. ma sa solo eseguire algoritmi matematici e statistici coadiuvati da reti neurali che simulano molto vagamente le reti neurali biologiche degli esseri umani. E spesso le AI sbagliano e combinano pasticci inventandosi fatti inesistenti (allucinazioni).
Stupisce molto come sia facile cadere preda di false suggestioni al punto da apparire inverosimili e irrealistiche: troppo spesso i media, ma anche gli “addetti ai lavori”, che dovrebbero avere un maggiore senso critico, cedono alla tentazione della propaganda dettata da una grande fame di business.
Le varie forme di AI sono solo strumenti utili e specifici in particolari e ristrette applicazioni che non hanno nulla di rivoluzionario come il mercato vorrebbe farci credere. Un caro amico con cui collaboro, ha scritto un libro molto interessante dal titolo “Artificial Idiocy: Come l’Intelligenza Artificiale é diventata Stregoneria Digitale” nel quale si evidenzia con dovizia di particolari i limiti e le sciocchezze anti-scientifiche si affermano riguardo le varie nuove forme di AI; oppure un altro bel libro “AI: Unexplainable, Unpredictable, Uncontrollable” Roman V. Yampolskiy ricercatore presso il dipartimento di Computer Sciences dell‘Università di Buffalo (USA) oppure ancora le forti critiche della scienziata “Timnit Gebru” tra i massimi esperti mondiali di AI e consulente di Microsoft, Apple, Google. Quindi stiamo attenti a non farci prendere la mano da inesistenti fantascientifiche capacità delle AI.
Stessa cosa e peggio ancora, sta accedendo per il calcolo quantistico e della ridicola “supremazia” quantistica dei vari Big (affamati di finanziamenti) perché fermo restando il fascino di questa disciplina scientifica, non esiste ancora un calcolatore quantistico capace di risolvere problemi matematici semplici; fa sorridere leggere sui media riguardo ipotetiche capacità di calcolo avanzatissimo mentre poi approfondendo si tratta semplicemente di astuzie matematiche e manipolazioni negli input per giocare alla risoluzione di alcuni particolari algoritmi.
La Fisica Quantistica non ha ancora risolto i mostruosi quanto sconosciuti problemi di entanglement e decoerenza quantistica e ancora peggio l’Ingegneria Elettronica moderna ha giganteschi problemi a “silenziare” il rumore informativo che automaticamente si genera quando si manipolano Qbit associati allo spin delle particelle.
Esiste un interessante articolo (ce ne sono moltissimi insieme a molti libri) di forte critica all’Hype che circoda il calcolo quantistico, si intitola “The Case Against Quantum Computing” scritto da Mikhail Dyakonov, professore di Fisica presso i Laboratoire Charles Coulomb (L2C), dell‘Università Montpellier – CNRS in Francia, esperto di calcolo quantistico.
https://spectrum.ieee.org/the-case-against-quantum-computing
Un conto è la realtà pratica e funzionale della criptazione quantistica, altra cosa invece è il calcolo quantistico che non ha ancora prodotto un computer funzionante, ma solo costosissimi Oracoli come la Sibilla Cumana.
Un caro saluto.
Ed ecco il post del prof. Giuseppe Pace







