ROCCAROMANA. Un coltello nel cortile di una consigliera comunale: già in passato nella cittadina roccana un attentato “in perfetto stile camorristico”.

Nell’agosto del 2017 venne incendiata la vettura della prof. Vittoria Longo, nel mentre era in vacanza in Sicilia (nella foto).

La vicinanza dell’amministrazione comunale a guida Nicola Pelosi alla consigliera Lombardo per il gesto ignobile che ha subito: “Apprendiamo stamattina che la Consigliera Comunale Lombardo è stata vittima di un gesto alquanto increscioso da parte di ignoti. Il Sindaco e l’ Amministrazione tutta condannano fermamente il gesto ed esprimono solidarietà alla Consigliera Lombardo”. Diversi i gesti di solidarietà alla consigliera Lombardo, già sindaco del Municipio roccano, si sono susseguiti in queste ore, dopo il ritrovamento di un coltello nel cortile della sua abitazione. “In perfetto stile camorristico, un coltello è stato fatto trovare nel cortile della consigliera Maria Rosa Lombardo – scrive Alfredo PappalardoIn premessa solidarietà e vicinanza, a prescindere, alla consigliera Maria Rosa Lombardo che ha subito questo atto di vigliacca spavalderia intimidatoria. Io non posso dimenticare un altro vile attentato intimidatorio con il quale si voleva “chiudere la bocca” alla prof.ssa Longo, perché aveva osato criticare e pretendere legalità. A lei è stata bruciata l’auto parcheggiata nel vialetto antistante la sua abitazione e nell’incendio è stato distrutto tutto ciò che stava intorno. Lo scoppio seguito all’incendio ha frammentato i vetri antiscasso del portone d’ingresso e delle finestre, ha scardinato e bruciato le grondaie; ma nessuno ha visto niente e nessuno ha sentito niente. Tutto avveniva nelle prime ore del 13 agosto 2017. Era in Sicilia, in ferie, rientrata nelle 24 ore successive, non si è lasciata intimorire, e fatte le denunzie di rito, ha comprato una nuova macchina, ha rimesso a posto il viale, le grondaie, i vetri e ogni altra cosa, anche se dopo quasi tre anni, di fatto, non è stata in grado di rimettere a posto “il dentro di sé”. Sono atti che cambiano la vita, ci pensi nei momenti diversi e più inimmaginabili delle tue giornate. Unico conforto la stima e la solidarietà degli amici e la fiducia che la giustizia farà il suo corso, perché dovrà fare il suo corso se non mancheremo di fare la nostra parte, se saremo inflessibili nel richiedere la punizione di quanti in un modo o nell’altro hanno partecipato all’atto intimidatorio, alle diffamazioni sui social, alle minacce più o meno velate, agli abbracci tra “cumparelli e cortigiane”, e gli appoggi di certa politica non dovrà e potrà restare in disparte a vedersi lo spettacolo, prima o poi dovrà essere chiamata a rispondere e motivare. La vigliaccata che è stata teatralmente orchestrata nei confronti della Consigliera del Comune di Roccaromana, rappresenta un altro episodio del deteriorarsi del viver civile di questo borgo del casertano. Non possiamo non avere il dubbio, conoscendo dalle carte tante sfaccettature nascoste di questa comunità che possa trattarsi di un altro vile atto intimidatorio, con cui probabilmente si è voluto dire qualcosa alla consigliera comunale, capogruppo dell’opposizione e già sindaco dello stesso comune negli anni a cavallo tra il 1992 e il 2004. La Lombardo, persona di grande spessore umano e politico, svolge il suo ruolo con grande senso di responsabilità, non tralasciando, laddove necessario, di operare un’opposizione coerentemente rivolta al controllo politico della legittimità e legalità degli atti. Forse la sua opposizione politica in questi ultimi mesi è stata più forte ed ha intralciato qualche progetto? Da qualche post sui social parrebbe quasi un atto annunziato, cosi come annunziato era stato, allora, l’attentato alla prof.ssa Longo. Ecco perché il termine “ragazzata”, pur ipotizzato da qualche altro giornale, ci fa ritornare indietro nel tempo, quando dinanzi all’efferato attentato nei confronti della prof. Longo, con il quale si distruggeva l’auto e dintorni, qualcuno ipotizzava, sorridente, potesse trattarsi di autocombustione poi smentita dal referto dei vigili del fuoco (l’auto era ferma da giorni e nella nottata la temperatura era fresca e ventilata) e mi viene in mente che qualche altro descriveva Roccaromana come una piccola comunità, una vera grande famiglia dove la vita sociale si conduce nella sincerità e nella trasparenza e chi, anziché affrontare il fatto con la serietà del ruolo ricoperto, escludeva che gli attentatori potessero appartenere a questa comunità felice. Su questo caso auspico che non ci siano divagazioni di deamicisiana memoria, che il caso venga “attenzionato” con lo scrupolo necessario e che vengano assicurati alla giustizia gli autori dell’atto intimidatorio attraverso controlli immediati e investigazioni rivolte in tutte le direzioni, non tralasciando anche di guardare con attenzione dalla finestra sul cortile di fb”.

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