S. Maria C.V. Rifiutano il cibo per protesta: gli agenti di polizia penitenziaria solidarizzano con i detenuti per mancanza d’acqua ed energia elettrica.

carcere santa Maria CVAgenti di polizia penitenziaria in servizio nell’istituto di reclusione di S. Maria C.V. che solidarizzano con i circa 1.000 detenuti della struttura sammaritana per i continui blackout elettrici ma soprattutto per la mancanza d’acqua. Eppure l’ente regionale campano avrebbe stanziato due milioni di euro per dei lavori che, allo stato attuale, sarebbero ancora fermi al palo. “I detenuti non tollerano questa situazione che nega loro i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione – così Domenico De Benedictis, l’agente di polizia che ha firmato un comunicato del sindacato Uilpa, Unione italiana lavoratori pubblica amministrazione. “Lo Stato sta torturando i detenuti lasciandoli senz’acqua ed energia. Gli agenti in sevizio nella casa circondariale di Santa Maria lanciano un grido d’allarme. I rumors indicano che c’è la possibilità di forme estreme di proteste da parte della popolazione detenuta già in stato di apprensione, non mancherebbe a tutto ciò l’infiltrazione di fazioni criminali locali che cavalcherebbero l’onda del forte stato di agitazione per i loro tornaconti. E’ evidente che le scelte operate fino ad ora dall’amministrazione penitenziaria per l’istituto stanno portando il sistema al collasso perché ci si trova di fronte al sovraffollamento: ci sono circa 1000 detenuti nel carcere di Santa Maria e il personale del penitenziario è continuamente mortificato”. Non solo, ma certamente l’ondata di migranti in Italia ha fatto aumentare il numero di detenuti nel carcere. La nota del sindacato è stata inoltrata alla direzione del carcere, guidato da Carlotta Giaquinto, al provveditore Giuseppe Martone, al prefetto Raffaele Ruperto, al direttore generale del Dap, Pietro Buffa, ai magistrati di sorveglianza di Napoli e Santa Maria e al garante dei detenuti, Adriana Tocco.

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