San Cipriano d’Aversa / Casal di Principe. Estorsione ed illecita concorrenza: otto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti ingadati. TUTTI I NOMI.

comunicato stampa del 4 7 2014

Gli episodi estorsivi sono stati commessi dal 2008 al 2010 per conto del clan camorristico dei casalesi ai danni di imprenditori e commercianti della provincia di Caserta. Le richieste di “pizzo” venivano rateizzate nel corso dell’anno con importi che variavano dai 3.000 ai 5.000 euro.

Questi i nominativi dei destinatari dell’odierno provvedimento della DDA di Napoli eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe.

  1. DE ROSA ANTONIO, cl.1982, di CASAPESENNA (CE);
  2. DE LUCA RAFFAELE, cl.1971, di CASAPESENNA (CE);
  3. GAROFALO GIUSEPPE, cl.1972, di SAN MARCELLINO (CE);
  4. DIANA LUIGI, alias “O’ diavolo”, cl.1953, già sottoposto agli arresti domiciliari;
  5. BARONE MICHELE, cl.1974, detenuto presso la casa circondariale di Viterbo;
  6. DIANA COSTANTINO, alias “U’ ciense”, cl.1978, detenuto presso la casa circondariale di Melfi;
  7. PAGANO GIORGIO, cl.1976, detenuto presso la casa circondariale di S. Maria C.V.;
  8. GAROFALO GIOVANNI, alias “O’ marmularo”, cl.1973, detenuto presso la casa circondariale di Milano Opera.

Estorsione ed illecita concorrenza: otto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti ingadati. Tra i destinatari dei provvedimenti 4 sono già reclusi in carcere, uno è sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa, mentre gli ultimi tre indagati sono liberi. L’attività investigativa è sata avviata nel gennaio dello scorso anno,  ed ha permesso di ricostruire diversi episodi estorsivi commessi dal 2008 al 2010 per conto del clan camorristico dei casalesi ai danni di imprenditori e commercianti della provincia di Caserta. Le richieste di “pizzo” venivano rateizzate nel corso dell’anno con importi che variavano dai 3.000 ai 5.000 euro. Le misure cautelari rientrano in una più ampia attività investigativa con analoghi provvedimenti, ultimi quelli del gennaio scorso che portarono all’arresto di 16 affiliati al clan, trac ui il noto Mchele Zagaria, all’epoca a capo dell’omonima fazione e ritenuto il mandante dei delitti a lui ascritti.

 

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