SAN POTITO SANNITICO / BOJANO. Parco del Matese, il Tar Lazio respinge il ricorso: “Matese non terreno di scontro ma patrimonio naturale che appartiene a tutti”.

Il Matese non è un terreno di scontro elettorale o burocratico, ma un patrimonio naturale che appartiene a tutti – per Legambiente. “Non possiamo permetterci altri anni di gestione provvisoria. Chiediamo alle regioni Campania e Molise e Ministero di accelerare l’intesa definitiva”

Contro il decreto ministeriale sulla perimetrazione e zonizzazione provvisoria dell’area protetta tra Campania e Molise del costituendo Parco Nazionale del Matese era stato tempo fa proposto ricorso (firmatario il consigliere regionale Massimo Romano); arriva adesso la disposizione del TAR del Lazio che ha appena dichiarato inammissibile tale ricorso (la sentenza è la numero 4469/2026).

Per Legambiente, la decisione del Tar conferma la correttezza tecnica del procedimento istitutivo del Parco nazionale del Matese, ma avrebbe anche risvolti politici. Per i giudici amministrativi della Regione Lazio, insomma, un singolo consigliere (Romano, appunto) non è legittimato ad agire in sostituzione dell’intera Regione, pertanto la Regione Molise sarà da adesso in poi giustamente coinvolta nei tavoli tecnici e nelle interlocuzioni col Ministero dell’Ambiente ed Ispra.

Ed ancora, il tribunale ha voluto sottolineare come i consiglieri regionali “non possono gravare gli atti per meri motivi di opportunità politica, ma solo per vizi di legittimità che comportano una lesione diretta del proprio status di rappresentante”.

“Accogliamo con favore la decisione del Tar che rimuove inutile intralcio al percorso intrapreso con la nascita del Parco nazionale – per Antonio Nicoletti e Andrea De Marco, rispettivamente responsabile aree protette di Legambiente e presidente di Legambiente Molise. Mentre la politica si perde in cavilli da azzeccagarbugli sulla legittimazione ad agire, con l’obiettivo di convertire in voti le fake news costruite in questi mesi per generare confusione nella popolazione, il territorio aspetta dal 2017, anno della legge istitutiva, una tutela più efficace e concreta e una visione di sviluppo sostenibile del massiccio matesino.

È tempo di smetterla con i conflitti di attribuzione e concentrarsi sulla conservazione della biodiversità e sulle opportunità per le comunità locali seguendo anche le novità che provengono dal territorio del Matese che ha dato vita al primo Consorzio forestale che interessa tre comuni del Parco chiarendo che la nascita dell’area protetta non è un ostacolo allo sviluppo economico ma una ulteriore opportunità per puntare sulla crescita sostenibile”.

Il Tar del Lazio ha inoltre evidenziato come le prerogative del singolo consigliere non siano state lese, poiché l’iter di perimetrazione non ha impedito l’esercizio del suo mandato. Al contempo, il Ministero ha attivato un giusto processo partecipativo che ha coinvolto Regioni, Comuni e portatori di interesse.

“Non possiamo permetterci altri anni di gestione provvisoria. Chiediamo alle regioni Campania e Molise e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di accelerare l’intesa definitiva per il decreto del Presidente della Repubblica. Il Matese non è un terreno di scontro elettorale o burocratico, ma un patrimonio naturale che appartiene a tutti – conclude Legambiente.

Lascia un commento comment4 commenti
  1. Marzo 27, 08:20 Giuseppe Pace

    La scelta del perimetro del parco non e’ cosa facile. Comunque il parco del nostrano Matese deve essere di tutti e delle categorie produttive in primis, poi dei turisti occasionali.

    reply Reply this comment
  2. Marzo 25, 13:52 FRANCO IANNOTTA

    IANNOTTA FRANCO IL PARCO NAZIONALE DEL MATESE HA PORTATO UNA PERDITA ECONOMICA.IL NOSTRO TERRITORIO NON CE PIU CRESCITA ECONOMICA PERCHE IN UESTI ULTIMI ANNI DA QUANDO SI E’ INSEDIATO IL PARCO REGIONALE LE NOSTRE AZIENDE ZOOTECNICHE E ALLEVATORI HANNO AVUTO TANTISSIMI PROBLEMI INCOMINCIANTO FIDA PASCOLO E IMPRENDITORI CHE STANNO ANDANTO VIA. QUSTI COMUNI VENGONO SPOPOLATI NON CI SARA PIU’ NESSUNO.UNA POLITICA SBAGLIATA NON CI PORTERA DA NESSUNA PARTA.LA DEMOCAZIA E LA LIBERTA’DELL’UOMO E’ STATA MESSA SOTTO I PIEDI DA QUESTI PERSONAGGI CHE HA COINVOLTO TUTTO TERRITORIO MATESINO. E’ VERGOGNOSO

    reply Reply this comment
  3. Marzo 17, 17:58 pasquale

    vorrei ricordare al presidente di Legambiente,che il massiccio del Matese non arriva a montaquila e non arriva a Isernia!!! Tantomeno prende interi comuni senza tener conto delle varie attività di sviluppo che vi sono sul territorio . speriamo che i ricordi ancora da discutere rimettano un po’ di ordine e rispetto anche per chi non la vede come Legambiente. Il massiccio del Matese lo hanno conservato i nostri avi per secoli senza deturparlo e senza vincoli imposto .dall’alto .

    reply Reply this comment
  4. Marzo 12, 19:08 Domenoco

    Non è ancora detta l’ultima parola. Ci sono in ballo da discutere altri ricorsi. Premesso che non sono contro il parco ma contro l:attuale perimetro. A Monteroduni è incluso l’intero territorio, compreso tutti i terreni agricoli e il Comune non ha per nulla coinvolto il territorio.

    reply Reply this comment
mode_editLascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato né condiviso con terze parti. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori. *

menu
menu