SAN POTITO SANNITICO. Parco del Matese tra illusioni ambientaliste e delusioni realiste.

Foto di Ricigliano del 1962 a Letino, con lo scrivente Giuseppe Pace, il dott, Antonio Mancini e suoi compagni di classe, ITAS piedimontese.
di Giuseppe Pace
La richiesta di parchi e riserve naturali fu una prerogativa dei ceti più abbienti cittadini degli anni Sessanta e Settanta. Di Domenica molti benestanti volevano evadere dalle città, con poco verde, e scorazzare tra prati, boschi e monti in particolare del vicino Sannio, che comprende l’intero sistema orografico del Matese, detta montagna sacra dei Sanniti Pentri e federati.
Volevano scorazzare anche nei terreni coltivati a patate, ceci, piselli e fave senza chiedere il permesso ai proprietari, giustificandosi che non pensavano che qualcuno ne fosse propretario. I ceti meno abbienti non avevano voglie così lussuose e restavano in città o andavano nelle immediate periferie come la Reggia di Caserta se viventi in area metropolitana di Napoli.
Il Parco Naturale Nazionale del Matese, istituito a fine 2017, intende tutelare il valore sociale, economico ed ambientale. Il primo ente che fu creato per tutelare la parte campana del Matese, ebbe Piedimonte Matese come comune che più si attivò fino a promuovere la Legge Regionale n.33/1993 e D.G.R. n.1047 del 12.04.2002 l’istituzione del Parco Naturale Regionale del Matese con sede, ancora esistente, in centro di San Potito Sannitico e diretto dal Veterinario nonché Assessore comunale piedimontese, che ha sostituito un Avvocato, che lo aveva diretto per lungo tempo e che pregrinava, per averne il consenso, per i comuni del parco come a Letino (accompagnato da alcuni presidenti di associazioni di cui una diretta da un alifano esperto in luminarie durante le feste paesane).
La Regione Molise, dal canto suo, avvalendosi di alcuni parlamentari del PCI, ha fatto diventare il parco da regionale a nazionale, esteso anche al versante nord del Matese, che comprende territori, isernini, campobassani e beneventani come Morcone. Qui, nei giorni scorsi, si è svolta, “nella sala conferenze del moderno e polifunzionale Centro Universitas, una partecipata assemblea sul futuro del Parco Nazionale del Matese, anche per valutare correttamente ed in forma pubblica tutte le dinamiche procedurali connesse alla definitiva costituzione del nuovo Ente territoriale”.
Il Sindaco ha relazionato su alcune criticità relative alla corretta e non dispotica applicazione del testo normativo, ha ricordato la necessità di addivenire ad una rapida e positiva conclusione dell’iter costitutivo, peraltro in ottemperanza a quanto disposto dalla recente sentenza del Tribunale Amministrativo della Regione Lazio che, si badi, ha fissato come termine perentorio il prossimo 22 aprile, accogliendo il ricorso presentato da Italia Nostra.
Dove i ritardi sono stati maggiori, nel predisporre le varie zone a diversa percentuale di aree da conservare e modificare, non è stato il Molise ma la Campania. Chissà perché? Secondo me anche perché capiscono meglio il valore potenziale di un parco regionale, o meglio nel caso del Sannio-matesino, interregionale direi, che non subirebbe le”dispotiche” applicazioni di testi normativi romanocentrici.
Un parco interregionale può anche procedere per tentativi ed errori e utilizzare esperti e direttivi locali che conoscono le diverse necessità territoriali. Ad esempio per Letino, comune più alto di quota dell’intero sistema matesino, dove tagiare le aree da conservare al 100% se tutti i 31,67 kmq sono di alto interesse naturalistico, ma anche di interesse storico e demografico visto lìesodo massiccio che ha dimezzato la popolazione.
A Morcone, da buoni osservatori di cose politiche nazionali hanno evidenziato, nel citato incontro, che “la impostazione programmatica ha permesso un ampio dibattito, grazie a cui i cittadini interessati hanno avuto modo di considerare ogni aspetto ed ogni effetto della legge citata, senza cadere nella trappola della disinformazione messa in campo da chi dimentica che i Comuni montani e collinari del Matese non hanno potuto beneficiare, sinora, di finanziamenti nazionali e comunitari, pari a circa trenta milioni di euro”.
Eccoci giunti al nodo cruciale: i soldi da avere e spendere per il parco del Matese. A Letino, come negli altri 16 comuni della Comunità Montana Matese, con sede a Piedimonte Matese, da tempo si va a caccia dei possibili finanziamenti da questo o quell’ente provinciale, regionale, nazionale ed europeo. In piazzetta San Giovanni di Letino un megaparcheggio, concepito dal sindaco del 2008, ancora deve essere completato per mancanza di fondi?
Ma tutti questi fondi, in base agli abitanti residenti, sono proprio necessari oppure non lo diventano per i possibili sistemi di catene tengentizie, locali e collaudate da tempi lunghi? Alcuni comitati molisani stanno da tempo facendo riunioni per rigettare le imposizioni del parco stesso, soprattutto se hanno ancora realtà di allevamento ovino per transumanza come a Roccamandolfi. Altri come in area pianeggiante o collinare campana plaudono al parco perché poi i soldi che arrivano dal “cielo” da spendere sono decisi a Piedimonte Matese?
Anni fa proposi un parco interegionale storico del Matese perché la letteratura mondiale più aggiornata dei parchi li vorrebbe tematici a seconda delle peculiarità locali. Il Matese è stata la montagna sacra dei Pentri politeisti con una loro divinità che in estate durante i periodi di siccità danzava sulle nuvole matesine e faceva piovere, anche il cristianesimo ha assorbito parte di quei riti e tra Gallo Matese e Letino si facevano le provessioni alla Madonna del Castello per avere la necessaria pioggia.
Adesso Italia Nostra fa ricorso al TAR del Lazio e lo vince perciò entro il 22 aprile bisogna terminare la perimetrazione definitiva del parco naturale nazionale del Matese. La sinistra nazionale, dapprima sensibile all’ambientalismo cittadino, adesso sembra fare marcia indietro in materia di tutela della natura e lo si denota nel Molise matesino. Staremo a vedere, ma non facciamoci troppe illusioni. Intanto il nostrano parco del Matese da iniziali illusioni ambientaliste è giunto a delusioni realiste!






