Sannio / Alluvione 2015. Il presidente di Coldiretti Masiello rassicura: “Evitare allarmismi. Solo il 10% della produzione vitivinicola è compromessa”.

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120 milioni di euro il danno stimato per le imprese agricole secondo il presidente di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello: 50 milioni per il settore vitivinicolo, 50 per altre produzioni e 20 riferibili alle strutture aziendali e viabilità.

“Evitare allarmismi” è l’appello che il vicepresidente nazionale e presidente regionale di Coldiretti, Gennarino Masiello, durante una conferenza stampa alla sede beneventana della Coldiretti: “solo il 10% del settore vitivinivicolo sannita su un patrimonio di 11 mila ettari è stato seriamente compromesso dal fango e dai detriti giunti su alcuni vigneti dalle alluvioni dei giorni scorsi. La capacità produttiva di Aglianico e Falanghinia è rimasta intatta come anche il settore agroalimentare”. Dopo l’allarme dei giorni scorsi, difatti, in cui fu prospettata la totale assenza di produzione vitivinicola nel Sannio per i prossimi cinque anni, a calmierare gli animi e tranquillizzare l’indotto locale ci pensa la Coldiretti con le sue stime sul territorio (era stato anche il presidente nazionale della CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori Scanavino, che aveva riferito sull’azzeramento della produzione di vino per i prossimi cinque anni e che poi, in un incontro alla Camera di Commercio di Benevento, ha precisato che la situazione riguarda solo i vigneti completamente distrutti). “Occorre serietà in questo momento – ha replicato Masiello – per affrontare la difficile opera di ricostruzione del tessuto economico, e in particolare di quello agricolo che si caratterizza per complessità e diversità di settore e coltivazione. Una vasta area che comprende numerosi comuni è stata investita con vari livelli di intensità da esondazioni di fiumi e dilavamento di terreni, molti dei quali già pronti per le semine invernali. Danni ingenti che possono indebolire l’economia agricola sannita già fortemente provata da 8 anni di crisi internazionale ma che non hanno scalfito la dignità e la forza di reagire di tantissimi imprenditori e lavoratori, a cui bisogna dare non solo solidarietà ma risposte concrete”.

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