Sannio / Alluvione 2015. “Nel Sannio non si produrrà vino per i prossimi 5 anni”: pesantissimo il bilancio delineato dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori.

vino novello botte calice4000 aziende agricole distrutte, 30 mila agricoltori colpiti. Attivato un c/c per raccogliere donazioni da destinare alle aziende agricole che non hanno più possibilità di realizzare reddito.

In tutta l’area del Sannio non si produrrà vino per i prossimi 5 anni: azzerati, già da questa annata produttiva, gli interi comparti di olio e ortofrutta. Danni diretti ai settori stimati per circa un miliardo di euro, ma potrebbero essere molti di più, considerando la produzione e commercializzazione dei prodotti a livello mondiale. Questo bilancio “catastrofico” ma verosimile è stato tracciato dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, dopo le alluvioni dei giorni scorsi che hanno messo al tappeto interi territori comunali, dalle civili abitazioni alle colture, dai magazzini e depositi alle attività commerciali, dalle fabbriche alle commercializzazioni fino ai servizi. Il Presidente nazionale del sodalizio, Dino Scanavino, in questi giorni farà visita alle zone alluvionate per chiedere il rinvio delle rendicontazioni per i “Piani di sviluppo rurale” delle aziende colpite, quindi lanciare un monito al Governo centrale per l’attivazione immediata del “Fondo di emergenza nazionale” per le calamità naturali. Ma gli operatori della Cia hanno intenzione di avviare da subito una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, rivolta sia agli agricoltori delle altre regioni che a tutti i cittadini italiani. Si annuncia l’attivazione di un apposito conto corrente dedicato #toccaanoi (#savesannio e #iostoconipiccoliagricoltori) per raccogliere donazioni da destinare direttamente alle aziende agricole che non hanno più possibilità di realizzare alcun reddito. In questo momento – fanno sapere dalla Cia – ci sono ancora paesi completamente isolati, le stime dei danni provocati dal maltempo e dall’esondazione del Calore sono incalcolabili se si considera anche l’indotto che verrà completamente perso. La conta delle perdite è spaventosa: circa 4000 aziende agricole distrutte, 30 mila agricoltori colpiti. Per far rinascere l’area agricola del Sannio serve l’aiuto di tutti.

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