Santa Maria a Vico. “Riqualificazione e Qualificazione del nostro Territorio. La sostenibilità nel futuro delle produzioni agricole del territorio”: il convegno a cura dell’Asso Artigiani Imprese Caserta.
«Questo convegno – ha dichiarato De Lucia, Presidente di Asso Artigiani Imprese Caserta – è solo l’inizio di un lungo percorso. Con Parente ci siamo confrontati su un programma importante. Questo è un territorio che ha problemi e per questo abbiamo avviato questo progetto. E le presenze, in questa sede di tutto rispetto, lo dimostrano”.
di Valerio Nobile
Si è tenuto ieri (domenica 5 ottobre) il convegno di presentazione del progetto “Riqualificazione e Qualificazione del nostro Territorio. La sostenibilità nel futuro delle produzioni agricole del territorio”, organizzato da Asso Artigiani Imprese Caserta, con il patrocinio dalla regione Campania, del Corpo Consolare di Napoli, della Seconda Università degli studi di Napoli, della provincia di Caserta e dei comuni di Santa Maria a Vico, Arienzo, Cervino, Maddaloni, San Felice a Cancello e Valle di Maddaloni. Il convegno è stato presieduto da Giampaolo Parente, dirigente dell’Unità Operativa numero 17 della regione Campania. «Ho aderito con entusiasmo – ha affermato Parente – all’invito. Facciamo questi convegni e spendiamo tempo per dire al mondo che abbiamo prodotti di grande qualità. Le province di Caserta e Napoli hanno problemi che devono diventare nazionali». Assente il sindaco di Santa Maria a Vico Alfonso Piscitelli, a portare i saluti dell’amministrazione comunale è stato l’assessore Michele Nuzzo. «Ci onoriamo – ha detto Nuzzo – della presenza di tanti illustri ospiti per un tema di rilevanza fondamentale. Per questo ringrazio l’organizzazione di questo convegno». Organizzazione rappresentata dal presidente di Asso Artigiani Imprese Caserta Nicola De Lucia. «Questo convegno – ha dichiarato De Lucia – è solo l’inizio di un lungo percorso. Con Parente ci siamo confrontati su un programma importante. Questo è un territorio che ha problemi e per questo abbiamo avviato questo progetto. E le presenze, in questa sede di tutto rispetto, lo dimostrano. Come associazione gireremo tutto il territorio. Oggi le imprese sono scocciate di sentire chiacchiere: noi vogliamo solo lavorare e per questo chiediamo alle istituzioni presenti di farsi portavoce di maggiore sensibilità. L’obiettivo era mettere i protagonisti intorno ad un tavolo e lo abbiamo raggiunto. Ma gli amministratori devono cominciare a programmare». E’ arrivato poi l’intervento di Rino Cerino sul Progetto “QR-Code Campania”, che ha l’obiettivo di garantire ai consumatori maggiore trasparenza e di essere per le aziende un valido strumento per trasmettere la salubrità dei propri prodotti. «Voglio ringraziare – ha asserito Cerino – chi oggi non c’è, anche se invitato perché ci dà la rabbia per andare avanti. C’è esigenza di discutere questi temi. Il nostro percorso è nato da un attacco mediatico e dalle manifestazioni contro il biocidio. Ed oggi siamo qui a discutere di problemi che non vanno solo portati all’attenzione ma anche risolti. Oggi controlliamo circa 1400 aziende che pagano volontariamente per attestare la qualità dei loro prodotti. Il nostro obiettivo vuole essere educare i produttori ad un percorso virtuoso ed aiutare chi ce lo chiede». «Nella nostra area – ha sostenuto Benedetto Santangelo, presidente provinciale Federconsumatori – l’agricoltura è uno dei settori più avanzati. Inquinare il territorio significa uccidere una popolazione. Oggi le operazioni di disinquinamento procedono a rilento. Le istituzioni devono dare coscienza e consapevolezza, per questo la nostra battaglia è chiedere rapidità e serenità per rispondere a chi ci attacca e dare tranquillità a chi mangia i nostri prodotti». «Partecipo con piacere – ha affermato Antonio Marfella dell’Istituto Nazionale per la Cura dei Tumori Irccs “Fondazione Pascale” – a tutte le iniziative come queste. Qui siamo nella valle di Suessola, una città che risale a 700 anni prima di Roma e fin da allora famosa, ricca e fertile: grazie questa terra, vulcanica, si facevano tre raccolti all’anno. Qui c’erano delle tombe sannite, risalenti alla seconda guerra sannita, che sono state svuotate per depositare scorie di diossina. Ed invece sono stati spesi 50 milioni senza risultati per cercare la diossina proveniente dall’alto, quando invece era sotto. Quando ho scoperto questa cosa sono stato male. Mi considerano un pericoloso sovversivo per quello che dico, come quando in parlamento ho parlato di scorretto smaltimento di rifiuti industriali. Non difenderemo la nostra terra se non ci svegliamo. Bisogna programmare. La prima attività produttiva delle nostre terre può essere l’agricoltura. Io sono stanco ma amo troppo questa bellissima terra per tacere». Non previsto ma ugualmente gradito l’intervento di Giuseppe Campanile, del dipartimento di Veterinaria dell’Università “Federico II”. «L’allevamento bufalino – ha affermato Campanile – è oggetto di un attacco mediatico, che crea problemi ad un settore che conta 20mila dipendenti e rappresenta il 18% del Pil campano. Ci vogliono togliere questo nostro patrimonio quando invece la mozzarella di bufala è uno dei prodotti più controllati. I Masaniello non servono: invece di sollevare problemi, dettiamo soluzioni e facciamo qualcosa. Mancano proposte concrete, non abbiamo educazione civica. Dobbiamo dare indicazioni, non subire passivamente». «Qualcuno ha detto – ha dichiarato il sindaco di Arienzo, Davide Guida – che parlare di Terra dei fuochi significa distruggere un territorio. La nostra è una voce secondaria rispetto a chi, come il dottor Marfella, dice basta. Ancora oggi i nostri prodotti agricoli sono eccellenti e da qui dobbiamo ripartire. Siamo stati danneggiati perché ci hanno convinto ad abbandonare l’agricoltura ed i beni culturali, che possono dare lavoro e ricchezza, per inseguire il mito dell’industrializzazione. Oggi paghiamo una classe dirigente inadeguata e miope, un sistema sanitario che fa finta che le cose vanno bene e che il problema non esiste. Dal primo giorno in cui mi sono insediato ho chiesto all’Arpac un rilevatore delle emissioni in atmosfere, anche dal termovalorizzatore: sto ancora aspettando. La gente conosce il problema. Com’è possibile che in Parlamento ed in regione non si accorgono di quello che vedono i cittadini comuni? Dobbiamo recuperare le nostre origini agricole». Dopo la richiesta di un “marchio controllato” avanzata dal presidente del Comitato fuochi Smav Elio De Lucia, l’intervento di Antonio Limone, Commissario Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. «Qui noto – ha detto – uno straordinario filo conduttore: l’amore per la nostra terra. Nei prossimi anni si aprirà un dibattito mondiale sull’ambiente perché viviamo questo pianeta come se ne avessimo altri cinque di scorta. Per anni la politica ha delegato l’ambiente ad alcuni partiti ed il tema non ha avuto l’attenzione che meritava. Il problema è grosso ma la questione importante è trovare soluzioni. Dal 2002 noi abbiamo maturato grande esperienza come osservatorio: monitoriamo continuamente, facciamo esami ed i prodotti finora analizzati non compromettono la sicurezza alimentare. Questo non significa che il fenomeno non è grave ma che è più complesso di quanto si pensi. Ci sono alcuni non onesti intellettualmente che su questi temi ci marciano. Noi dobbiamo garantire contemporaneamente la salute dei cittadini e le produzioni. Ed il “QR Code” garantisce la conformità dei prodotti. Lo sappiamo ci sono difficoltà ambientali in due territori: l’agro aversano e nell’area dalla sponda sud del Volturno ai Regi Lagni. Abbiamo il dovere di comunicare i rischi del cibo, sempre presenti, non solo nei nostri prodotti. Nessuno ha la salvezza per tutto ma ben venga la stagione dei controlli, perché ci salverà. Voglio lanciare un appello, perché non possiamo consentirci il caos: solo con una comunità d’intenti si esce dalle difficoltà». Le conclusioni sono state affidate a Nuzzo. «La sostenibilità – ha detto Nuzzo -, ambientale e socio-economica, deve partire dal territorio. Siamo qui oggi anche per parlare di futuro, partendo dall’educazione che deve essere quotidiana e fatta ovunque. Solo così potremo sperare in un futuro migliore. L’auspicio mio oggi è che nasca una sinergia tra istituzioni, cittadinanza ed associazioni».







