Santa Maria C.V. / Roma. Muore ad un secolo di vita Pietro Ingrao, l’ultimo comunista combattente, sammaritano di nascita e d’adozione.
Era nato in un piccolo paesino di quella vasta, e fertile terra, chiamata Terra di Lavoro (che abbracciava parte della Campania, del Molise e del Lazio meridionale), Lenola, ed aveva cominciato i primi studi al ginnasio di Santa Maria Capua Vetere, per poi frequentare il liceo a Formia. Qui Pietro Ingrao si è formato, e dove ha mosso i primi passi. Nipote del politico Francesco Ingrao, proveniva da una famiglia di proprietari terrieri originari di Grotte, nell’agrigentino, in Sicilia. Già nel 1939 inizia la sua attività anti-fascista, anche se fu iscritto al Gruppo Universitario Fascista. Presto aderì al Partito Comunista Italiano, partecipando alla resistenza come partigiano. Finita la seconda guerra mondiale, Ingrao divenne il riferimento dell’area marxista all’interno del PCI, quella più a sinistra (della sinistra). E’ stato deputato dal settembre del 1950 al 1992, nonché capogruppo dal ’64 al ’72, anche direttore de l’Unità fino al ’57. Entrato nel comitato centrale del partito, fu il primo comunista a presiedere la Camera dei deputati nel ’76. Si oppose fermamente allo scioglimento del PCI, proposto dall’allora segretario Achille Occhetto. Comunque in seguito aderì al Partito Democratico della Sinistra (Pds) fino al ’93, quando si avvicinò al Partito della Rifondazione Comunista. Addirittura nel marzo 2010 fece votare per Emma Bonino alla presidenza del Lazio e per Sinistra Ecologia Libertà. Alle politiche del 2013 confermò il suo voto per Sel, Sinistra Ecologia Libertà. Scrittore eccellente, Ingrao ha scritto diverse poesie e saggi politici, tra cui “Appuntamenti di fine secolo”. Sempre dichiaratosi ateo, riuscì a creare un sito internet a lui intestato per offrire una sintesi della sua carriera politica e continuare le pubblicazioni. Sposato con Laura Lombardo Radice, sorella di Lucio (a cui è stato dedicato, tra le altre cose, un Istituto superiore a Roma, in zona Anagnina), ebbe cinque figli: Chiara, Renata, Bruna, Celeste e Guido.







