Sessa Aurunca. Riapre la Cleprin, la fabbrica di detervisi a cui la camorra giorni fa aveva dato fuoco.
Riapre la Cleprin, la fabbrica di detergenti industriali di Sessa Aurunca a cui la camorra goirni fa aveva dato fuoco. I titolari Antonio Picascia e Franco Beneduce hanno richiamato i 30 dipendenti per far riprendere l’attività industriale. Lo stesso Picascia aveva denunciato per estorsione affiliati al clan Esposito, dando la possibilità ai magistrati di indagare sul sistema del “pizzo” in zona. Dopo gli arresti ordianti dalla Procura, l’imprenditore era diventato un simbolo della ribellione al racket, invitato anche a conferenze pubbliche ed incontri nelle istituzioni.La Cleprin produce detergenti ecocompatibili, e rappresenta una realtà molto radicata sul territorio per la capacità produttiva e per l’attenzione posta all’ambiente, come pure per l’impegno nel sociale. “Con rammarico constatiamo che si tratta dell’ennesimo caso in cui la malavita colpisce quell’imprenditoria sana che non si vuole piegare all’illegalità e alle minacce”, il commento di Matteo Marino, Presidente AfidampFAB. “Anche se sono convinto che noi imprenditori, unendo le forze, possiamo fare la differenza oggi è necessario che lo Stato ci supporti con azioni più incisive per debellare questi fenomeni criminali che rappresentano un danno per l’intera collettività. La Cleprin è un’azienda eccellente sotto tutti i punti di vista, che ha sempre lavorato bene, con coraggio e trasparenza. Ci tengo quindi a esprimere tutta la mia stima ai proprietari e colleghi e voglio che sappiano che tutte le aziende di AfidampFAB sono al loro fianco con ammirazione ed affetto e disponibili a supportarli con interventi concreti. I beni confiscati nelle province di Caserta e Napoli sono sotto attacco da parte della criminalità organizzata. Venerdì l’incendio doloso della Cleprin, azienda di Sessa Aurunca guidata da imprenditori che più volte hanno denunciato estorsioni. Stamattina furti e danneggiamenti nel bene confiscato “Amato Lamberti” di Napoli. Denominatore comune l’essere parte della Nuova Cooperazione Organizzata, una rete di cooperative che da anni realizza una concreta economia legale sui territori martoriati dalla camorra, attraverso un’opera di sensibilizzazione civile e sociale continua. Una rete che ha il suo fulcro a Casale di Principe dimostrando una profonda volontà di riscatto. Un patrimonio sociale e civile che deve essere difeso”.







