Sesto Campano / Venafro / Pozzilli. Guardie mediche, la battaglia dei sindaci: revocare il decreto.

Dalla Conferenza dei sindaci un invito ai commissari della sanità per il ritiro del decreto che riorganizza la continuità assistenziale sul territorio per verificare insieme la possibilità di migliorare la distribuzione delle ex guardie mediche sul territorio: non solo concentrate nelle 13 Case della Comunità, dalle attuali 44 sedi, ma anche lasciando attive le postazioni in cui ci siano medici disponibili.
Attenzioni portate avanti dal presidente Daniele Saia, amministratore comunale ad Agnone e presidente della provincia isernina, quindi il governatore regionale Francesco Roberti (Lega), ma che sta coinvolgendo tutti i primi cittadini interessati.
Dal prossimo 1 marzo entrerà difatti in vigore il numero unico per le emergenze 112 anche per le esigenze sanitarie, se non siano emergenze dovranno essere attivati i numeri 116 e 117, anche se una informativa in tale senso ancora c’è stata.
La Conferenza dei Sindaci ha anche approvato all’unanimità la richiesta di ritiro del decreto commissariale 9 relativo alla riorganizzazione della continuità assistenziale, provvedimento questo ritenuto dagli amministratori non adeguato a garantire un servizio efficace e rispondente alle esigenze delle comunità locali. I Sindaci hanno votato per la formazione di gruppi di lavoro su base provinciale con il compito di effettuare una ricognizione delle postazioni di guardia medica. I gruppi lavoreranno alla stesura di un documento di riprogrammazione efficiente, che tenga conto di tutte le necessità dei Comuni.
Conferenza che ha anche rinnovato anche la richiesta di rimozione dei commissari alla sanità, con un documento proposto dal sindaco di Isernia Piero Castrataro e indirizzato alla Presidente del Consiglio dei ministri, ai ministri della Salute e dell’Economia e alla Regione Molise. Infine, all’indirizzo dei parlamentari molisani sarà inviata la richiesta di sostenere l’emendamento sulla riorganizzazione della sanità regionale, in linea con lo schema proposto dai primi cittadini.







