SPARANISE / CALVI RISORTA. “Ottobre si ritorna in strada, per far tremare ancora una volta chi vuole speculare sui nostri territori”: ancora un altro “no” contro l’ecomostro targato Iavazzi.

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“Siamo ancora qua e molto arrabbiati perché continuiamo a perdere il lavoro, mangiamo veleno, respiriamo condanna, andiamo in scuole fatiscenti, con tasse sui rifiuti dovrebbero cancellarle, non abbiamo il minimo servizio di trasporto gratuito, abbiamo tanti bisogni ….che accettare l’arrivo di 17 milioni di euro in mano a Iavazzi per costruire una centrale inutile e dannosa”.

OTTOBRE si ritorna in strada, per far tremare ancora una volta chi vuole speculare sui nostri territori“. Con queste parole, il “Comitato per l’Agro Caleno: No Centrale a Biomasse“, segna un altro giorno rosso sul calendario. L’appello, lanciato a tutti gli studenti, i precari, i lavoratori, a figli e madri del territorio, arriva a distanza di circa un anno dall’aver inondato le strade dell’Agro Caleno in più di duemila persone unite sotto un solo “no” contro l’ecomostro targato Iavazzi. Quando le autorità non difendono la salute e la vita dei cittadini, sono i cittadini stessi a scendere in piazza in difesa della comunità stessa. “Scenderemo perché Iavazzi, il presidente della provincia Zinzi, e tutti quanti vogliano lanciare altre sfide di morte alle comunità dell’Agro Caleno per trarne profitto, devono sapere che qui la Biomasse non passerà, e che NOI siamo qua, non ci spostiamo di un passo. Siamo ancora qua e siamo anche molto arrabbiati perché continuiamo a perdere il lavoro, perché mangiamo veleno, respiriamo condanna, perché andiamo in scuole fatiscenti, perché qui le tasse sui rifiuti dovrebbero cancellarle invece di aumentarle, perché non abbiamo il minimo servizio di trasporto gratuito, perché abbiamo tanti bisogni ma talmente tanti….che accettare l’arrivo di 17 milioni di euro in mano a Iavazzi per costruire una centrale inutile e dannosa davvero non è umanamente possibile“, sono le parole degli attivisti del Comitato No Centrale a Biomasse, sempre in prima linea per difendere il territorio e la vita dell’intera comunità. “Basta impianti inutili e dannosi né qui né altrove; NO al finanziamento di 17milioni di euro per costruire la centrale biomasse, NO alle certificazioni rilasciate alla cales ambiente per la creazione di un deposito per il pet coke( materiale considerato rifiuto speciale e cancerogeno); BONIFICHE SOLO sotto CONTROLLO POPOLARE (e non di certo in mano a Iavazzi o simili); Chiediamo la presenza del comitato popolare alla prossima conferenza dei servizi che si esprimerà sulla possibilità di costruire o no la centrale; SI all’apertura del sito di compostaggio di San Tammaro che risolverebbe gran parte dei problemi sul rifiuto umido. Solo le comunità difendono le comunità“, concludono gli attivisti del Comitato, che ancora una volta sarà in battaglia per tutelare i diritti della comunità.

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