Venafro. Regolamenti IUC, TASI, IMU, TARI: da un frizzante consiglio comunale vengono approvati i regolamenti per la disciplina dei tributi comunali. Aliquota TASI al 2,3 per mille.
L’opposizione ha puntato il dito sull’impossibilità delle detrazioni, per le categorie più deboli, tra cui disoccupati e meno abbienti.
Regolamenti IUC, TASI, IMU, TARI: da un frizzante consiglio comunale vengono approvati e discussi i regolamenti per la disciplina dei tributi comunali. Critica dell’opposizione, che ha accusato la maggioranza di decidere da sola sulle tariffe senza consulare gli altri consiglieri comunali. Ma la minoranza non ha depositato alcuna proposta scritta ed è stata assente alla riunione dei capigruppo, questa la replica pepata della maggioranza. Alla fine gli amministratori hanno deciso di applicare ai propri concittadini l’aliquota del 2,3 per mille che serve a coprire, almeno nelle previsioni, il mancato trasferimento della Stato, sull’Imu ed altro, di oltre 680mila euro. L’opposizione ha puntato il dito sull’impossibilità delle detrazioni, per le categorie più deboli, tra cui disoccupati e meno abbienti, mentre la maggioranza ha citato i casi di Campobasso ed Isernia, che pur avendo una situazione debitoria inferiore a Venafro, hanno applicato l’aliquota TASI al massimo del 3,3 per cento, pure con alcune detrazioni possibili detrazioni.Si è pure spiegato che i duri vincoli di Bilancio, collegati anche all’ultima sentenza della Corte dei Conti che ha imposto al Comune di Venafro di pareggiare uscite ed entrate, con un piano di rientro decennale, per debiti che ammontano ad oltre quattro milioni di euro. Il Comune dovrebbe mettere da parte un avanzo di quasi 400mila euro per la Molise Acque ogni anno, per riuscire a sanare il debito, e nel contempo deve per forza rispettare il Patto di Stabilità. Alla fine, su sette punti in discussione, sei erano su regolamenti e tariffe, con gli 11 consiglieri di maggioranza a votare a favore ed i 5 di minoranza contro. Al settimo punto tutti hanno votato all’unanimità, per portare da dieci a sei anni il contratto di comodato d’uso del Verlascio da parte della Sovrintendenza.







