ROCCA D’EVANDRO. Il taglio di alberi e vegetazione nel bosco del Feudo Vandra non è autorizzato.

La classificazione di “zona industriale” del sito da parte dello strumento urbanistico comunale è in palese contrasto con la natura boschiva del luogo
Il Comune di Rocca d’Evandro – Area Tecnica e Vigilanza ha emanato l’ordinanza n. 4 dell’8 marzo 2024 con cui ha sospeso i lavori di taglio di alberi e vegetazione varia anche con l’ausilio di mezzi meccanici nel bosco del Feudo Vandra.
I lavori di taglio boschivo, avviati a fine gennaio 2024, sono stati oggetto di una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti inoltrata dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e di un rapido intervento dei Carabinieri Forestale con gli accertamenti del caso.
I Carabinieri Forestale hanno verificato “l’esecuzione di un cambio di destinazione da bosco ceduo a terreno nudo, mediante l’eliminazione con mezzo meccanico della vegetazione arborea, per una superficie di mq 330 circa …in assenza di atti abilitativi” compiuta da una Società che vanta la disponibilità dell’area.
Il GrIG ha coinvolto Ministero della Cultura, Regione Campania, Prefetto di Caserta, Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta, Carabinieri Forestale, Comune di Rocca d’Evandro, informati Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e Commissario Usi Civici Campania e Molise.
A differenza di quanto affermato dal Comune, l’area sembra rientrare nel demanio civico di Rocca d’Evandro, per cui sarebbe inusucapibile e non commerciabile, i relativi diritti di uso civico sono imprescrittibili e non può subire cambi di destinazione.
La classificazione di “zona industriale” del sito da parte dello strumento urbanistico comunale è in palese contrasto con la natura boschiva del luogo, rientrante nello storico demanio civico del Feudo Vandra(accertato con decreti Commissario Usi Civici Campania e Molise del 2 settembre 1946 e del 6 maggio 1963, con assegnazione dei terreni a categoria A (boschi e pascoli) e a categoria B (coltivazioni).
Bisogna mettersi in testa una volta per tutte che i terreni a uso civico sono a destinazione ambientale e per l’uso sostenibile della collettività locale, i terreni a uso civico non sono un bancomat da utilizzare a piacimento.







