Ailano. Rinviata a dicembre l’udienza che vede imputato l’imprenditore Malinconico.
Secondo il Pm l’imprenditore aveva corrisposto vari benefit allo stesso Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno, in cambio dell’attribuzione di un appalto di circa 14 milioni di euro. Il consigliere, liberato dal Riesame, subirà invece il giudizio ordinario.
Rinviata l’udienza del processo d’appello che vede coinvolto l’imprenditore di Ailano, Giovanni Malinconico, arrestato una prima volta nel novembre 2011 con altre persone, fra cui il consigliere regionale del Pd, Enrico Fabozzi. Ci sarebbe un difetto di notifica alla base del rinvio, al prossimo mese di dicembre, del processo davanti alla prima sezione della Corte di Appello di Napoli. I difensori di Malinconico stanno studiando attentamente le carte processuali per dibattere la condanna a sei anni di reclusione inflitta all’uomo nel primo grado. Concorso esterno in associazione camorristica, corruzione e turbativa d’asta aggravata dall’avere agito per agevolare il clan dei Casalesi: questo il capo d’imputazione con cui il gup Isabella Iaselli, accogliendo la richiesta del PM della Direzione distrettuale antimafia Antonello Ardituro, condannò Malinconico nel primo grado di giudizio. Secondo il Pm l’imprenditore aveva corrisposto vari benefit allo stesso Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno, in cambio dell’attribuzione di un appalto di circa 14 milioni di euro. Il consigliere, liberato dal Riesame, subirà invece il giudizio ordinario.








