SPARANISE. “Resistenza territoriale per abbattere il colonialismo dei veleni e della morte”: le iniziative del “Movimento Basta Impianti”

E il prossimo 13 dicembre appuntamento a Vitulazio per un nuovo corteo: “A noi interessa solo che l’amministrazione di Sparanise mantenga le promesse fatte sulla questione impianti e bonifiche“.
Il corteo di ieri a Sparanise è stato un passaggio storico — il terzo in meno di due mesi — e insieme la conferma che i territori dell’Agro Caleno e dell’Agro Stellato hanno ormai definito una soglia politica ed ecologica irreversibile, una piattaforma rivendicativa sotto la quale non si può più scendere. È la misura minima della difesa della vita contro la saturazione ambientale, la misura minima della difesa delle comunità contro decenni di devastazione imposta, la misura minima di un ordine ecologico e socialesenza il quale questi territori non hanno futuro.
Non è un caso che il corteo sia partito dalla lapide dedicata a Corrado Graziadei, partigiano di Sparanise, organizzatore della Resistenza casertana. Quel luogo, quella memoria e quel nome ci hanno palesato con chiarezza che ciò che stiamo facendo è un processo di liberazione. Liberare la vita su queste terre, liberarla dal colonialismo politico e industriale, dal familismo amorale, dal lobbismo che ammorba la democrazia e contorce l’amministrazione pubblica.
Per questo la contestazione alla Lega è stato un atto politico legittimo e necessario, accettato e praticato moralmente da tutti i partecipanti. Dal microfono è stato chiesto all’esponente di quel partito di lasciare il corteo, vista l’inconciliabilità tra i suoi interessi e quelli di Terra di Lavoro.
Se è vero che stiamo costruendo un fronte di liberazione dei nostri territori non possiamo che iniziare dal partito che più rappresenta il colonialismo interno. Inutile ripercorrere la storia dei balordi di Pontida, ci basta solo ricordare che solo negli ultimi mesi proprio il partito del Vicepremier Salvini si è opposto allo stanziamento di fondi per la bonifica del sito di Teano e che in una manovra per le bonifiche da 450 milioni di euro non ha neppure menzionato la Campania.
Riconosciamo — come già espresso in corteo — al sindaco Fabrizio De Pasquale e a parte della maggioranza l’impegno che stanno mostrando nel sostenere le rivendicazioni del Movimento, per aver partecipato all’intero corteo anche dopo la contestazione, che non ha visto nessuno episodio di violenza e minaccia come si può notare nei tanti video della giornata, dal non intervento delle forze dell’ordine e dal fatto che di minacce e violenza parla l’unico giornale online, sempre il solito, che sventola banner pubblicitari della Calenia, asserisce che la camorra non esiste e che gli incendi nei siti di stoccaggio sono appiccati da migranti, dimostrando con quel suo articolo, come fa di solito, che la verità è sempre altra rispetto a quello che insinua. Il quadro, insomma, è cristallino su chi rappresenta cosa.
Se poi a fine giornata la maggioranza ha deciso, dopo avere nei fatti scaricato la candidata leghista durante il corteo, di continuare a parlare di attacchi personalistici nei suoi comunicati a noi poco interessa. Di contestazione sana e legittima, di contestazione politica si è trattato, nessun attacco personalistico. A noi interessa solo che l’amministrazione di Sparanise mantenga le promesse fatte sulla questione impianti e bonifiche e l’atteggiamento del sindaco ci fa ben sperare che ciò venga fatto. Domani ci sarà un importante consiglio comunale, con all’ordine del giorno proprio questi temi. Temi messi nell’agenda politica proprio grazie al Movimento. Dopo il corteo di ieri, quella di domani potrebbe essere un’altra giornata storica.
Non abbiamo nulla da imparare da nessuno. Se, politicamente, dobbiamo imparare qualcosa da qualcuno, quel qualcuno sono gli operai della Nuroll, in piazza ieri con lo striscione: da loro abbiamo imparato ancora di più il significato più profondo della parola dignità. Operai che da dieci anni vivono una crisi terribile e che da qualche settimana si ritrovano a fronteggiare la chiusura dell’azienda a pochi giorni da Natale e nell’indifferenza quasi totale di politica e sindacato. Il Movimento è da sempre vicino a questa lotta e la sosterrà in tutte le iniziative che gli operai decideranno di mettere in campo.
Un corteo dopo l’altro, paese dopo paese, assemblea dopo assemblea, stiamo scrivendo una nuova vocazione per questi territori: una vocazione fondata sulla partecipazione popolare, sulla cura, sull’autodeterminazione collettiva. Una vocazione che non chiede permesso, perché è già in cammino. Una vocazione che è politica nell’accezione più alta di riscatto sociale, sanitario e umano.







