Donne violente. Accoltella la ragazza dell’ex fidanzato con una mannaia, ragazza accusata di tentato omicidio.

La violenza non ha genere!!! La ragazza va in cucina, prende una mannaia e colpisce in viso la rivale. Ora è accusata di tentato omicidio.

di Marco Benvenuti

Si trova ospite a casa dell’ex fidanzato, arriva la nuova ragazza del giovane, e ne nasce un litigio: nel corso dell’accesa discussione lei va in cucina, prende una mannaia e colpisce in viso la rivale. Poteva trasformarsi in tragedia, evitata anche grazie all’intervento dell’uomo conteso che ha disarmato la responsabile, la violenta aggressione consumatasi domenica sera in centro a Borgomanero. Ora sull’autrice dell’accoltellamento, arrestata poco dopo dai carabinieri, grava l’accusa di tentato omicidio. Per la giovane, Sharon Barbaglia, 24 anni, già nota alle forze dell’ordine, la procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere e il gip si è riservato di decidere.

Entrambe al pronto soccorso

L’attività dei militari delle tenenza di Borgomanero inizia proprio nelle corsie dell’ospedale. Al pronto soccorso si presenza una ventenne di origine ucraina: colpita con un fendente sul lato sinistro del volto, nonostante la vistosa perdita di sangue riesce ad andare a piedi al Santissima Trinità. Lì viene notata dai carabinieri, impegnati in un altro servizio. La assistono e le chiedono cosa sia successo, chi sia il responsabile di quello sfregio. La vittima, rimasta sempre cosciente e poi dimessa con una prognosi di 45 giorni, chiama subito in causa l’ex ragazza del suo fidanzato: poco dopo anche quest’ultima arriva in ospedale per farsi medicare una ferita alla mano; ha gli abiti ancora sporchi di sangue. Viene bloccata e le contestano le lesioni aggravate dall’uso dell’arma bianca, reato poi riqualificato dal pm Irene Tomada, anche all’esito degli accertamenti svolti nel frattempo, in quello più grave di tentato omicidio aggravato dai futili motivi.

La scoperta dell’arma

Un immediato sopralluogo nell’abitazione permette di recuperare e sequestrare l’arma, una mannaia con 15 centimetri di lama. Vengono poi sentiti alcuni testimoni, fra loro il ragazzo contesto, di origine sudamericana, e poi un’amica della vittima, che l’aveva accompagnata a casa di lui rimanendo però ad aspettarla fuori. In base a una prima ricostruzione, si tratterebbe di un litigio nato per motivi di gelosia. L’arrestata, all’interrogatorio di garanzia in carcere, assistita dall’avvocato Giuseppe Brusorio, ha sostenuto la tesi di un eccesso di legittima difesa: in pratica, secondo la sua versione, sarebbe stata aggredita e per placare la furia della rivale avrebbe preso la mannaia e l’avrebbe colpita nel tentativo di respingerla, senza alcuna volontà di uccidere. Lei stessa avrebbe riportato lesioni che hanno richiesto la corsa in ospedale. Una versione ora al vaglio degli investigatori.

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