Donne violente. Picchiava la figlia e le metteva asciugamano in bocca per non far sentire pianti ai vicini: indagata.

La terribile storia di violenza da parte della madre venuta alla luce dopo che la bimba di 10 anni ha raccontato tutto a una zia.
di Francesco Oliva
La terribile storia di violenza da parte della madre venuta alla luce dopo che la bimba di 10 anni ha raccontato tutto a una zia. La donna ha chiesto aiuto a un centro anti violenza e la bambina è stata trasferita in una comunità protetta. L’inchiesta nel frattempo va avanti
Botte alla figlia di neanche 10 anni. Per i motivi più banali. E, in alcune circostanze, la mamma per bloccarne il pianto e le urla, le metteva in bocca un piccolo asciugamano evitando così che qualche vicino potesse sentire quel che accadeva in casa. La bimba, origini sudamericane e residente in un piccolo comune salentino, si trova ora lontano da quell’abitazione. Con un provvedimento a firma del Tribunale per i minorenni, non è più con la madre ed è stata collocata in una comunità.
“Qui sto bene” dice ormai da tempo. La donna, dal canto suo, è stata raggiunta da un avviso di chiusura dell’inchiesta in cui si ipotizza l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati nonostante nel corso delle indagini si sia sempre difesa sostenendo che la figlia sarebbe stata manipolata dal padre.
Ed è stata proprio una zia paterna a raccogliere il dramma della bambina – nel marzo del 2025 – e a rivolgersi a un centro antiviolenza della zona. Agli operatori, la donna ha prodotto le foto delle ferite che la piccola avrebbe riportato quando veniva picchiata in casa. In più sono emerse tante altre violenze: segni di morsi sul corpo con ematoma; bicchieri di vetro e suppellettili lanciati addosso; rimproveri e urla senza motivazioni, spesso quando la mamma era ubriaca.
Immediata è scattata la segnalazione agli organi inquirenti che hanno aperto un doppio procedimento: civile per valutare la revoca della potestà genitoriale (il padre si trova sempre in Sud America) e penale per ravvisare colpe e responsabilità a carico della madre effettivamente emerse.
Nei mesi scorsi, la piccola è stata sentita davanti alla giudice del tribunale dei minori nell’ambito del procedimento civile. “Spesso la mamma si arrabbiava – raccontò in quell’occasione – iniziava a gridare contro di me e ad alzarmi le mani”. Poi la confessione shock: “Ricordo che in quei momenti mi metteva in bocca un asciugamano per non sentirmi piangere e, ogni volta, rischiavo di soffocare”. Dichiarazioni confermate nel successivo incidente probatorio in cui la bambina parlò apertamente di “continui e ripetuti episodi di violenza e che mi causavano continue crisi di pianto”. Notificato l’avviso di conclusione, la donna ha ora venti giorni a propria disposizione per chiedere un interrogatorio o per presentare memorie difensive.







