PIEDIMONTE MATESE. Crollo del ponteggio Chiesa di San Marcellino nell’ottobre 2015: la Corte di Appello conferma le condanne.

I due operai morirono il 31 ottobre 2015 mentre lavoravano alla riatrutturazione della Chiesa… nell’incidente rimase ferito anche un terzo lavoratore

La Corte d’Appello di Napoli, giudizio penale di secondo grado, ha confermato in toto la sentenza di primo grado emessa dal tribunale sammaritano per la strage dell’ottobre del 2015 avvenuta a Piedimonte Matese che porto’, purtroppo, alla morte di due operai. Le condanne confermate hanno riguardato Maria Cristina Volpe, Marco Zoccolillo e Mario Navarra, ritenuti responsabili a vario titolo del crollo del ponteggio stesso.

I due operai caddero dal ponteggio, probabilmente causa il vento forte, sul quale stavano lavorando al restauro della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Per Antonio Atzeri, 56enne di Casoria e Tammaro Albino, 48 anni di Gioia Sannitica, non ci fu scampo: stavano installando i ponteggi ad un’altezza di circa 8/10 metri quando la struttura improvvisamente cedette scaraventandoli a terra. Nel mentre un operaio finì sotto i tubi di ferro, l’altro si schiantò su un’auto parcheggiata. Sul posto c’era anche un terzo operaio che ebbe solo ferite lievi.

La pena inflitta allora a Santa Maria C.V. ed ora confermata a Napoli è di 3 anni di reclusione per Maria Cristina Volpe, 2 anni e 3 mesi per Marco Zoccolillo e 3 anni per Mario Navarra: i giudici in secondo grado dell’Appello hanno anche negato il beneficio della sospensione della pena. È stata inoltre confermata la condanna al risarcimento dei danni alle famiglie delle vittime, con una provvisionale di 140 mila euro per la famiglia Tammaro e 18 mila euro per la famiglia Atzeni, con condanna in solido anche la Diocesi di Alife – Caiazzo.

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